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giovedì 28 giugno 2012

Come se pensassi a te


Ti ho amata con l'appassionata intensità dei miei vent'anni.
Ti ho amata mentre mi chiedevo cosa significasse amare, ed i tuoi occhi erano lì ad insegnarmelo.
Ti ho amata tra parole e baci, ti ho amata sulla punta delle dita.
Ti ho amata di nascosto, come un segreto che non vuoi raccontare per timore di accorgerti che non è reale. Ti ho amata nei sussurri.
Ti ho amata quando ti ho vista andare via, e le spalle di una sconosciuta erano le tue, tua era la sua risata, tuoi i suoi passi svelti.
Ti ho amata con speranza, ti ho amata con rassegnazione.
Ti ho amata.


ON AIR: EPO - Luce Propria

giovedì 12 maggio 2011

Sai che c'è?

C'è che a me a volte la primavera fa venire un po' di tristezza anche quando c'è un sole grande grande fuori.
Capiamoci, non che mi manchino gli ormoni. Quelli ci sono e non hanno neppure bisogno delle belle stagioni per risvegliarsi. Però in alcuni momenti è più forte il senso di incompletezza. Che magari stai passeggiando distratto, ti pare di vedere una faccia conosciuta e resti per un istante sorpreso perché è impossibile che sia li. E quando realizzi che no, non è lei, è impossibile che lo sia, allora torna a salire quella sensazione amara che pensavi il tempo avesse cancellato.

Continuo a cercare gli occhi che ho perso, e a sperare che nuovi sguardi li sostituiscano. E intanto il sole è alto in cielo ed io devo uscire anche se non mi va.

Ti aspetto, trovami.

ON AIR : Jovanotti - Io ti cercherò

venerdì 2 luglio 2010

Di allontanamenti e strade che conducono a casa

Dio, era una vita che non passavo da queste parti... come stai, vecchio blog? Raccontami, cosa hai fatto in tutto questo tempo? Sei stato letto da molte persone? Hai ripensato alle cose che ci siamo detti? No, sul serio, come te la passi?

Io sto bene, ho pensato spesso di passare a salutarti ma ogni volta saltava fuori qualcosa di più urgente e meno impegnativo. Ho fatto i conti con il mio passato e sai, il saldo non è esattamente positivo, ma va bene così, sono contento.

Ora come ora mi riesce difficile fermarmi a scrivere, forse perché sono uno di quelli che pensa a lungo a quello che gli succede ma che poi tira fuori tutto d'istinto, senza preoccuparsi troppo di quello che accadrà dopo.

Eppure mi sei mancato, mi è mancato fermarmi qui per un po' a chiacchierare, cercando di trovare la corretta messa a fuoco che nella confusione del vivere è così difficile trovare.

Spesso la sera mi chiedo chi sono davvero. Si, lo faccio ancora e probabilmente non smetterò mai di farlo. A volte mi rispondo che sono io, niente altro, e che in fondo sono più che sufficiente. Altre volte avrei bisogno che qualcuno mi rassicurasse, che mi sussurrasse gentilmente che sono qualcuno, che valgo qualcosa. Quando mi sento così cerco di non soffermarmi sui miei pensieri, mi ripeto che è un momento e che passerà presto. Quando mi sento così mi ricordo del perché tu esisti e sapere che sei qui, perfettamente immobile, fermo dove ti ho lasciato, è consolante.

Quando ho scelto l'immagine che mi avrebbe rappresentato ai tuoi occhi l'ho fatto perché mi aveva colpito, mi era piaciuta da subito. Un uomo sotto la pioggia, solo con il suo ombrello. Una sagoma nera su cui spicca un cuore rosso acceso. Non pensavo che anche a distanza di tempo l'avrei sentita così mia. Mi rappresenta meglio di quanto potrebbe fare qualunque foto.

Sei stato paziente e questo io lo apprezzo, credimi. Hai assecondato i miei sbalzi d'umore senza mai farmi pesare gli innumerevoli difetti di cui pure sei stato testimone, e in cambio io ti ho aperto il mio cuore, raccontandoti e raccontandomi nella speranza di capire e di capirmi.

E adesso sto pensando a quello che ho appena scritto rendendomi conto che, come al solito, ho parlato di niente. Ma a te non dispiace, e io sono contento perché era tempo che ti ritrovassi. A presto, vecchio blog... a presto.

ON AIR: Tim Hanauer - Dream a Better Way

domenica 1 novembre 2009

Certi momenti un po' così...

Per le volte in cui faccio fatica ad addormentarmi, perché non è così che ci vedevo.

Per le volte che vorrei gridare quanto sembri tutto sbagliato.

Per le volte in cui un gesto o uno sguardo non bastano.

Per le volte in cui ciò che hai dentro è così chiaro mentre fuori è confusione.

Per le volte in cui ti viene da piangere e ti chiedi il motivo qual è.

Per tentare di spiegarti perché a volte posso sembrare incomprensibile... ecco, è così che mi sento:

...You're the one, yeah,
I've put all my trust in your hands.
C'mon and look in my eyes,
here I am, here I am.
...
Tell me why
it gets harder to know
where I stand.
I guess loneliness found
a new friend, here I am.


You don't understand me, my baby.You don't seem to know that I need you so much.
You don't understand me, my feelings,
the reason I'm breathin', my love
You don't seem to get me, my baby.


You don't really see that I live for your touch.
You don't understand me, my dreams or the things I believe in, my love.
You don't understand me. You don't understand me. Understand me.

ON AIR: Roxette - You don't understand me

giovedì 22 ottobre 2009

Sliding doors...

In un paese non troppo diverso da quello in cui vivete, pieno di case non troppo diverse da quelle in cui abitate e popolato da persone non troppo diverse da quelle che conoscete, vive un ragazzo non troppo diverso da quello che immaginate.

Sebbene dia l'impressione di essere un amante della compagnia i momenti in cui si sente meglio sono quelli che passa da solo, con la solitudine a proteggerlo dalle ciarle di chi lo circonda e la compagnia della sua immaginazione. Da piccolo sognava spesso quale sarebbe stato il suo futuro, e si vedeva ora architetto, ora avvocato, ora calciatore e preso dalla passione del momento assumeva gli atteggiamenti che vedeva nei grandi. Quando il futuro si è senza preavviso mutato in presente ha smesso di sognare "cosa sarebbe potuto essere" per iniziare a chiedersi "cosa sarebbe potuto essere se".
"Cosa sarebbe successo se... ", se provaste ad entrare mentre formula un pensiero del genere quasi sicuramente non vi noterebbe, e potreste scorgerlo assorto, con la fronte corrucciata o un sorriso ebete a seconda della direzione presa dai suoi voli pindarici.

"E se riuscissi a mettere la testa a posto?", e si vede seduto dietro una scrivania, a dirigere la sua piccola impresa, circondato da persone che non ha mai stimato, soddisfatto nel vederle fargli da lacchè.

"E se non le avessi detto di amarla?"
, si chiede, e giù ad immaginare una successione di donne entrate e uscite dalla sua vita, dal suo letto, senza nè amore nè scopo, avvicinate perché soltanto chi è solo può capire quanto sono lunghe e solitarie alcune notti se non hai nessuno accanto; o peggio, sogna una vita di solitudine priva anche del conforto che può dare il ricordo di essere stato innamorato.

"E se avessi insistito?"
, la prima serie di immagini che gli si dipingono nella mente rappresentano scene di una vita tranquilla e felice, di discorsi interrotti da baci improvvisi, di bimbi che giocano sotto sguardi premurosi e attenti.

"E se avessi avuto il coraggio di rischiare?"
, e si ritrova catapultato in una realtà del tutto diversa, tra persone nuove, con la paura mista ad eccitazione che accompagna ogni nuovo inizio, chiedendosi come farà a ricostruire tutto da zero e con il desiderio di scoprirlo provandoci.

A volte però ci sono quelle domande che in condizioni normali evita accuratamente di farsi dal momento che si portano dietro tutte le angosce da cui traggono origine; dovete infatti sapere che quel ragazzo, per quanto cerchi di non darlo a vedere, di dimostrarsi convinto, deciso, imperturbabile, spesso si sente insicuro, e quand'è così inizia a pensare... "e se avessi sbagliato tutto? Se non valessi quanto credo? Se non riuscissi mai ad ottenere quello che cerco con tanta disperazione?".
Allora lo assalgono la malinconia e la tristezza, e se non doveste guardarvi intorno senza trovarlo provate a cercarlo in un angolo tranquillo, quasi sicuramente lo troverete lì che cerca di non mettersi in mostra, di passare inosservato mentre aspetta che scompaia quello strano luccichìo agli occhi.



What if there was no light, nothing wrong, nothing right.
What if there was no time, and no reason or rhyme?
What if you should decide that you don't want me there by your side, that you don't want me there in your life?

What if I got it wrong, and no poem or song could put right what I got wrong or make you feel I belong
What if you should decide that you don't want me there by your side, that you don't want me there in your life?

Oooooh, that's right... let's take a breath, jump over the side.
Oooooh, that's right... how can you know it if you don't even try?

Every step that you take could be your biggest mistake, it could bend or it could break but that's the risk that you take.
What if you should decide that you don't want me there in your life, that you don't want me there by your side?



ON AIR: Coldplay - What if

lunedì 28 settembre 2009

Di alcuni pensieri sdolcinati e (si spera) estemporanei

C'è stato un momento nella mia vita in cui tutto è cambiato.

Mi accorgo rileggendola di quanto possa suonare artefatta questa frase, vagamente cinematografica, eppure è la perfetta verità. E' successo anni fa, ed anche se sembra passato così tanto tempo ricordo perfettamente l'attimo in cui tutto ha assunto un significato nuovo, diverso, migliore. Ad essere sincero l'immagine che la mia mente ha conservato inizia ad assomigliare ad una vecchia, sbiadita polaroid, con i dettagli che si fanno confusi... ma quegli occhi, quelli non posso dimenticarli, quelli li ricordo in maniera così nitida. Ricordo l'ansia che mi hanno provocato e i sentimenti che, senza chiedere il permesso e senza che me ne rendessi conto davvero, avevano preso possesso delle fibre più profonde del mio essere. Era uno sguardo sconosciuto eppure era come se fosse lì ad attendermi da sempre, la conoscevo ancor prima di incontrarla ed era una sensazione strana, imprevista. In quel primo istante ho capito di amarla e quel che è venuto dopo è stato solo un lungo quanto infruttuoso tentativo di convincermi che non fosse così, perché non poteva essere così.

Da allora ho ripensato spesso a quel momento e a tanti altri, e con maggiore intensità ci ho ripensato negli ultimi giorni, causa una lunga discussione con un caro amico sull'amore e le insidie che nasconde. Abbiamo vissuto storie diverse ma simili e parlarne, guardarlo, è stato come guardare me da una prospettiva che non avevo considerato, grazie ad un distacco che il vivere la mia vita in prima persona non mi permetteva. E' così che ho capito una cosa importante: io sono in cerca dell'Amore, da sempre, da prima ancora che capissi di stare cercando qualcosa, qualcuno. Si, la lettera maiuscola... lo confesso, non è un refuso perché quello che voglio è il sentimento puro, sincero, l'amore che ti fa sentire vivo davvero e che ti fa bruciare di passione come se il senso di una vita intera fosse racchiuso nel contatto delle tue labbra con le sue, l'amore che ti fa soffrire e che ad ogni risveglio ti fa temere che non possa esistere un domani se non con lei.

E poi ti accorgi che lei è andata via, perché non ti ha compreso, perché non era il momento giusto, perché non sei stato capace di tenerla legata a te, perché eri un passatempo, perché eri troppo (!!!) o troppo poco e perché un milione d'altre cose ancora. Ma ti rialzi, pian pianino rimetti insieme i pezzi e torni a vivere ripromettendoti di non fare mai più lo stesso sbaglio, di non concedere a nessun'altro il potere di spezzarti il cuore, consapevole che è solo un'altra bugia, che la ricerca non si è interrotta bensì è stata "sospesa per problemi tecnici" e che smetterai di cercare solo quando avrai trovato l'Amore.

ON AIR: Kate Bush - Wuthering heights

mercoledì 3 giugno 2009

Dell'acqua che vien giù dal cielo

Tic...

Una goccia, viene giù dal cielo. L'aria ha un profumo diverso quando sta per piovere, odora di... "bagnato", non saprei come altro dire.


Tic...

Guardo in su, e già, pare proprio che stia per mettersi a piovere. A dissipare dubbi e speranze residue un'altra goccia che mi è appena precipitata in un occhio. Mi sono sempre chiesto come sia statisticamente possibile che se alzi la testa quando sta piovendo è certo che resterai accecato.

Tic, tac, plinf, pluf...

Ora piove più forte, dovrei sbrigarmi a tornare dentro. Invece indugio, voglio restare per un po' qui, sotto l'acqua che mi scorre dalla testa lungo le spalle, fare da tramite tra cielo e terra. C'è una cosa che non faccio da tempo, non so nemmeno perché, ad un certo punto della ma vita, abbia smesso di farla. Probabilmente è la paura di rendermi ridicolo ("sei cresciutello per metterti a fare certe cose, non ti pare?" - "No, oggi no"), un'altra sciocchezza che continua a condizionare la mia vita.

Tic, tic, tiritiritiritiritiritiritiritic...

Col viso ancora rivolto al cielo e gli occhi chiusi apro la bocca, ho voglia di assaggiare la pioggia. So cosa state pensando: "in fondo è acqua, che sapore vuoi che abbia? Al massimo ti lascerà un retrogusto di gas nocivi!". Invece io penso che la pioggia abbia il sapore delle nuvole; è vero, personalmente non ho mai assaggiato una nuvola, ma mi piacerebbe farlo... quando il cielo è sereno le nuvole sembrano fatte di zucchero filato, devono necessariamente essere deliziose. E vorrei mangiarne una, solo per scoprire che hanno il sapore della pioggia, come è giusto che sia.
La pioggia ha il sapore dell'infanzia, degli ombrelli tenuti da mamma e papà, delle scarpe zuppe e dei pantaloni fradici, perché quando hai 6 anni e il cielo sembra così lontano la pioggia si ferma a terra, diventa pozzanghera in cui sguazzare, tentazione irresistibile di allungare almeno un piedino.


Tic...

Sarà meglio rientrare, non sono più un bambino. Oggi ogni goccia è un ricordo, di quelli che fanno male quando piove forte, di quelli che immalinconiscono quando è pioggerellina leggera e fitta.
Asciughiamo per bene la testa e torniamo alla solita vita, tra poco smetterà di piovere.

ON AIR: Billie Myers - Kiss the rain (acoustic)

mercoledì 21 gennaio 2009

Music from the past

Ho ascoltato per la prima volta questa canzone tanto tempo fa, quando ero ancora un ragazzino. Ricordo il senso di malinconia che non riuscivo a spiegarmi e che pure mi lasciò dentro.

L'ho sentita di nuovo oggi che ho sulle spalle qualche anno in più, nuove esperienze negli occhi e nell'animo cicatrici che a volte fanno ancora male... e l'ho sentita mia come all'epoca non avrei potuto, ed ho sentito il calore delle lacrime che ho smesso di versare e che a volte ancora offuscano la vista.

ON AIR: The Beatles - The long and winding road

The long and winding road
(La strada lunga e tortuosa)
That leads to your door
(Che conduce alla tua porta)
Will never disappear
(Non scomparirà mai)
I've seen that road before
(Ho già visto questa strada)
It always leads me here
(Mi conduce sempre qui)
Lead me to you door
(Mi conduce alla tua porta)

The wild and windy night
(La notte selvaggia e ventosa)
That the rain washed away
(Che la pioggia ha lavato via)
Has left a pool of tears
(Ha lasciato una pozza di lacrime)
Crying for the day
(mentre piangeva per il giorno)
Why leave me standing here
(Perchè mi lasci qui ad aspettare)
Let me know the way
(Indicami la strada)

Many times I've been alone
(Sono rimasto solo molte volte)
And many times I've cried
(E molte volte ho pianto)
Anyway you'll never know
(Ad ogni modo non saprai mai)
The many ways I've tried
(I molti modi in cui ho tentato)

But still they lead me back
(Ma mi riportano ancora indietro)
To the long and winding road
(Alla strada lunga e tortuosa)
You left me standing here
(Mi hai lasciato qui ad aspettare)
A long long time ago
(Tanto tanto tempo fa)
Don't leave me waiting here
(Non farmi aspettare)
Lead me to your door
(Conducimi alla tua porta)

lunedì 1 dicembre 2008

A parte il fatto che (mi manchi)

Delle volte è una foto a ricordarmi di te... scattata mentre eri distratta e per questo ancora più bella.

Delle volte è un profumo a ricordarmi di te... come un ricordo d'infanzia, sei odore di buono.

Delle volte è un pensiero a ricordarmi di te... ritorna dal passato e mi travolge, pesante di sentimenti che ancora si agitano confusi, mentre cerco il modo di liberarmi dai nodi che stringono il cuore.

Delle volte è una parola a ricordarmi di te... il tuo modo di esprimerti, la paura di renderti vulnerabile, le lunghe chiacchierate per il semplice piacere di stare assieme.

Delle volte è un viso a ricordarmi di te... finchè non lo scopro sconosciuto, con il cuore che intanto sembra voler sfondare il petto e correre a nascondersi lontano, spaventato dall'idea di soffrire ancora.

Ma più spesso sono io a ricordarmi di te, la sera quando non riesco a prendere sonno o al mattino quando non vorrei svegliarmi perchè in un sogno ti ho ritrovata. E ti ricordo bella com'eri la prima volta che ti ho vista, bella come quando ti ho detto addio, ed è un'immagine che non va via.

Delle volte vorrei dimenticarmi di te...

ON AIR: Cristina Donà - Niente di particolare

lunedì 24 novembre 2008

Sensi che ricordano e ritornano da te, lontani e stanchi di me.
Da quello che ho perduto.
...
Per quello che ritroverò.

[...]

When your hands run to someone else…
I want to rest.
[...]

ON AIR: The Niro - About Love and Indifference

mercoledì 5 novembre 2008

Prenderla così...

Sono come questa stanza in cui continuo a cercare un po' di quiete, sono buio. Tutto quello che ho è un silenzio pesante, opprimente. Filtra appena un po' di luce dall'esterno, a volte mi fermo davanti alla finestra ad osservarla, ascoltando brandelli di conversazioni, desideroso di cose che neppure so. Altre volte tiro giù la persiana, convinto che sommare silenzio a silenzio sia non la migliore ma pur sempre una soluzione.
Nel buio però ritrovo solo il ricordo malinconico di occhi infinitamente dolci, e rabbioso di assenze, vuoti, risentimenti.

Mi sono giurato che avrei fatto finta di niente, sarei andato avanti per la mia strada senza fermarmi a cercare ciò che non posso più vedere, ma è un'assenza così pesante. Ci sono stati l'amore, la rabbia, cento altri sentimenti... e mille sfumature... e milioni di pensieri, mai l'indifferenza. Ancora oggi a volte mi chiedo cosa sei stata. Non c'è una risposta perché stata tutto e niente, ed io ho fatto a lungo finta di non accorgermene per non dover affrontare tanti sbagli, non solo miei. Quanti compromessi tacitamente accettati, quante grida soffocate, quanta rabbia mai confessata; quest'ultima la sento ancora adesso, a volte così forte da riuscire a controllarla a fatica. Per te che non lasci scelte, che sei tutto o niente, che sei scappata ogni qualvolta credevo di averti raggiunta, che sei cambiata tutte le volte che ero convinto di averti compresa, che sei riuscita a far male proprio quando ero più vulnerabile.

Mi restano come compagne di viaggio le preoccupazioni (futili) e le ansie (immotivate), perché sono fatto così, non riesco a ignorare l'agitazione che deriva dal non sapere come stai, non ce la faccio a fingere che non sia un macigno sul cuore questo senso di "lontananza".

Ma hai ragione, sono solo parole...

La verità è che mi manchi anche se non vorrei, mi manchi quando penso a tutto quello che ho dovuto chiudere in un cassetto senza sapere se si riaprirà, mi manchi tutte le volte che mi piacerebbe chiamare semplicemente per chiederti come stai, mi manchi quando vorrei vederti sorridere, mi manchi quando avrei voglia di piangere, mi manchi.

ON AIR: Petra Magoni & Ferruccio Spinetti - Prendila così


"...cerc(o) di evitare tutti i posti che frequento e che conosci anche tu..."

martedì 14 ottobre 2008

[...]
And I know when you lie
If were talking on the phone or one on one.
The truth you never hide
I don't need you to tell me there's
Something wrong
Because your eyes are unmistakable...

remember remember remember
that your heart's not unbreakable...
[...]



ON AIR : Richie Kotzen - Remember

mercoledì 25 giugno 2008

Mi dispiace

"Oh, once in your life you find someone
Who will turn your world around...
Yeah, nothing could change what you mean to me
Oh there's lots that I could say
But just hold me now..."



Mi dispiace di essere così infantile e capriccioso.
Mi dispiace ogni volta che non riesco a staccarmi da te.
Mi dispiace, tutte le volte che mi chiedono "c'è qualcosa per cui rinunceresti a tutto?", non poter pronunciare il tuo nome... mi dispiace dover ammettere che è ancora così.
Mi dispiace se in alcuni momenti non riesco a guardarti negli occhi, perché quando lo faccio tempo e spazio non hanno più importanza, perché temo che tu possa leggermi dentro, a fondo, fino a scoprire segreti che non confesso neppure a me stesso.
Mi dispiace se al pensiero di non vederti mi sento morire, è stupido, lo so, ma ogni volta è come la prima volta, ed ogni arrivederci è come l'addio che ho paura di pronunciare. Mi dispiace se ad ogni partenza porti via anche un pezzo di me... sento che mi rimangono così pochi pezzi... e mi dispiace...

"Baby you're all that I want
When you're lying here in my arms
..."

ON AIR: Heaven - Bryan Adams

domenica 15 giugno 2008

Oggetti

Una valigia posata a terra, in una angolo della stanza. Piena per metà, vestiti, qualche libro. Tutto come sempre e davanti agli occhi il simbolo di una vita fatta di arrivi e partenze. Mentre sistema le ultime cose sentire il peso di ogni arrivederci, il dolore degli addii.
Cerco di nascondermi, allontano il pensiero, poso lo sguardo altrove, non voglio che veda, che capisca quanto mi addolori lasciarla andar via ancora e ancora. Gli occhi però non sono in grado di mentire... "guardami, cos'hai?".
E voler gridare che non è giusto mentre tutto quel che esce dalla bocca è un sussurro. Voler prendere quella maledetta valigia e svuotarla, scaraventarla lontano, un gesto inutile, pur sempre un gesto.
La cerniera che si chiude è come un laccio che mi stringe il collo, e per un attimo non riesco a respirare. Vuoto d'aria.
"Ti accompagno", l'illusione che sia ancora qui. Un saluto, una carezza, c'è così tanto sole ed io vedo solo ombre. La sua schiena sempre più lontana, deja-vu, ogni volta perderla con la speranza di ritrovarla.

Dicono che non ci si può ribellare al proprio destino, io non credo che sia così; destino è quello che scegliamo, le azioni che compiamo, quelle che restano sospese. Sono io. Costruisco il mio destino attimo per attimo, preso dalla dannata paura di sbagliare. E con il coraggio di non tirarmi indietro...

ON AIR: Epo - Luce propria

martedì 15 gennaio 2008

Nothing else...

Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
E nient'altro ha importanza


Non mi sono mai aperto così
La vita è nostra, e la viviamo a modo nostro
Tutte queste parole che non dico
E nient'altro ha importanza


Cerco fiducia e la trovo in te
Ogni giorno per noi qualcosa di nuovo
Apri la mente ad un nuovo punto di vista
E nient'altro ha importanza


Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
Ma io lo so


Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
E nient'altro ha importanza


Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
Ma io lo so


Non mi sono mai aperto così
La vita è nostra, e la viviamo a modo nostro
Tutte queste parole che non dico
E nient'altro ha importanza


Cerco fiducia e la trovo in te
Ogni giorno per noi qualcosa di nuovo
Apri la mente ad un nuovo punto di vista
E nient'altro ha importanza


Fregatene di ciò che dicono
Fregatene dei loro giochetti
Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
E io lo so


Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
No, nient'altro ha importanza


ON AIR: Metallica - Nothing Else Matters

domenica 18 novembre 2007

Tempo di secca...

Ditemi voi se non vi fa venire la pelle d'oca... a me si, anche se l'ho ascoltata almeno un milione di volte, e questo dovrà pur significare qualcosa (a parte il fatto che fa freddo)...

Here we are 
Stuck by this river, 
You and I 
Underneath a sky that's ever falling down, down, down
Ever falling down.

Through the day
As if on an ocean
Waiting here,
Always failing to remember why we came, came, came:
I wonder why we came.

You talk to me
as if from a distance
And I reply
With impressions chosen from another time, time, time,
From another time.
Siamo qui
Ipnotizzati da questo fiume,
Tu ed io
Sotto un cielo che continua a cadere giù, giù, giù
Continua a cadere giù.

Dopo aver attraversato il giorno
Come se fossimo in un oceano
Stiamo aspettando qui,
Sempre senza riuscire a ricordare perchè siamo venuti, venuti, venuti:
Mi domando perchè siamo venuti.

Mi parli
come se lo facessi da molto lontano
E io ti rispondo
Con sensazioni prese da un altro tempo, tempo, tempo,
Da un altro tempo

ON AIR: Brian Eno - By This River

martedì 13 novembre 2007

Goodbye...

L'ho sentita e ne sono rimasto incantato... il pianoforte, la sua voce, una canzone dolce... e malinconica... e velata di speranza... speranza...

[...]
E mi stenderei sul tuo corpo e asciugherei le tue lacrime
ma adesso è troppo tardi per essere come ieri.
Ed il tempo sta correndo via e dobbiamo ancora dirci...
Addio
[...]

ON AIR: Peter Cincotti - Goodbye Philadelphia

lunedì 5 novembre 2007

E' sempre questione di attimi

[...]
ma la mia memoria scivola
mi ricordo limpida la trasmissione dei pensieri
la sensazione che in un attimo
qualunque cosa pensassimo poteva succedere
[...]
e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un'emozione fortissima
e come sempre sei bellissima
[...]
vorrei poterti credere
sarebbe molto più facile
rincontrarci nei pensieri
distesi come se fossimo
sospesi ancora nell'attimo in cui poteva succedere

[...]

ON AIR: Tiromancino - La Descrizione Di Un Attimo

domenica 28 ottobre 2007

Anche per noi

[...]
Anche per te vorrei morire ed io morir non so

anche per te darei qualcosa che non ho
e così, e così, e così
io resto qui
a darle i miei pensieri,
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto sì.
[...]

ON AIR: Lucio Battisti - Anche Per Te


sabato 20 ottobre 2007

All the same...

[...]
Non mi interessa da dove vieni
Purchè tu venga da me
[...]
E ti ho accettato per quel che sei
Se tu mi accetti per ogni cosa
[...]
Le ore scorrono e i giorni passano
Fino a quando deciderai di venire
E l'attesa sembra sempre troppo lunga
[...]

Non mi interessa...
Non mi preoccupo..
Fino a quando tu sarai qui


ON AIR: Sick Puppies - All The Same