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mercoledì 8 febbraio 2012

Strisce bianche

E' una di quelle sere in cui dai la colpa al destino. Alle strade che si incrociano.
Scopri che non puoi far altro che spingere forte sull'acceleratore, rallentare come morire, e mentre il paesaggio si sfoca e si confonde il passato è una macchia sullo sfondo che cerchi di non guardare per non provare ancora dolore.

Di notte le domande vengono su da sole, come fari in cerca di orizzonti, illuminando strisce bianche di pensieri.

E ogni risposta è la sbarra di un casello che si apre su una nuova strada.

ON AIR: Radiohead - Karma Police

giovedì 12 maggio 2011

Sai che c'è?

C'è che a me a volte la primavera fa venire un po' di tristezza anche quando c'è un sole grande grande fuori.
Capiamoci, non che mi manchino gli ormoni. Quelli ci sono e non hanno neppure bisogno delle belle stagioni per risvegliarsi. Però in alcuni momenti è più forte il senso di incompletezza. Che magari stai passeggiando distratto, ti pare di vedere una faccia conosciuta e resti per un istante sorpreso perché è impossibile che sia li. E quando realizzi che no, non è lei, è impossibile che lo sia, allora torna a salire quella sensazione amara che pensavi il tempo avesse cancellato.

Continuo a cercare gli occhi che ho perso, e a sperare che nuovi sguardi li sostituiscano. E intanto il sole è alto in cielo ed io devo uscire anche se non mi va.

Ti aspetto, trovami.

ON AIR : Jovanotti - Io ti cercherò

martedì 26 maggio 2009

Del farsi trovare senza cercare

Sono a disposizione, raggiungibile attraverso svariati (fin troppi!) mezzi di comunicazione.

Ma non ho più voglia di cercare, nè di cedere, nè di preoccuparmi (quasi sempre inutilmente)


Chiamatemi e "sarete risposti"


ON AIR: The Clash - Should I stay or should I go

lunedì 20 ottobre 2008

Al mattino

Si alza, facendo bene attenzione a non incontrare nessuno, "perché ad inizio giornata sono intrattabile" si giustifica, aggiungendo come corollario che "in realtà lo sono per tutto il giorno".
Un caffè, sigaretta, piccoli rituali, abluzioni mattutine, per ritrovare sè stesso in quei semplici gesti, per iniziare a mettere in moto muscoli e cervello.

Ad ogni sorgere del sole mille pensieri iniziano a sbattergli contro le tempie confusamente, arruffati come quelle cuffiette che si ripropone di avvolgere con cura ogni volta che le utilizza e che invece, puntualmente, gli fanno perdere almeno dieci minuti nel tentativo di sgrovigliarle, che gli viene quasi da gridare, col sarcasmo tipico di chi si sveglia male da giorni, e ancora più tipico di lui, "fanculo! m'è passata la voglia di ascoltare qualsiasi cosa avessi stupidamente pensato di ascoltare, e fanculo pure alla tecnologia, domani vado a comprarmi un fottutissimo grammofono a manovella!".
Dicevamo... pensieri, vanno e vengono come le onde quando sei sdraiato -distratto- sul bagnasciuga, l'acqua ti raggiunge all'improvviso e ti accorgi con un piacevole brivido di come ti si sono rinfrescate le chiappe, solo che qui la sensazione è meno piacevole. E non sono neppure così semplici da sbrogliare come le dannate cuffiette, questi suoi cavolo di pensieri. Loro scappano, rifuggono le classificazioni, si nascondono dietro fili di cotone che a lui, in uno strano gioco di prospettive irreali sembrano colonne di cemento armato costruite per tenere in piedi grattacieli; "Escher avrebbe capito come mi sento" mormora a mezza voce.

Ancora mezzo intontito accende il computer, rumore di ventole che iniziano a girare, hanno calore da dissipare, ruotano senza sosta cercando di tenere il ritmo, in una lotta serratissima contro le leggi sulla conservazione e trasformazione dell'energia. Ci sono giorni in cui non avrebbe voglia di far partire quella benedetta scatoletta, però ogni volta si ripete "e se qualcuno mi ha cercato? se avessi ricevuto una mail importantissima? se il destino del mondo dipendesse dal fatto che io mi colleghi all'internet ora?" (probabilmente quest'ultima domanda è un po' pretenziosa ma lasciamogli la piccola soddisfazione di ritenersi -virtualmente- indispensabile per pochi minuti).

La tentazione però è lì in agguato, ti aspetta dietro un angolo, ti invita a seguirla subdolamente, ti si piazza fuori dal campo visivo soffiandoti contro l'aroma di una torta appena sfornata e quando tu, troppo debole per resistere alla tentazione, segui quella scia odorosa con un filo di bavetta alla bocca e l'incapacità assoluta di formulazione di pensieri razionali -bam!- ecco che quella torta ti finisce in piena faccia. Roba da farcisi grasse risate se non fosse tuo il volto pieno di panna e crema pasticciera.
Ma stiamo divangando di nuovo, parlavamo di tentazione, si... ecco, la sua tentazione è rappresentata da un omino blu e tutto il suo allegro e colorato mondo di "instant messaging", e quasi senza volerlo, stile seduta spiritica, il mouse si muove sull'iconcina.

"Vabbè, visto che ormai ci sono tanto vale dare un'occhiata, giusto il tempo di vedere chi c'è" mente, sapendo di mentire ma ignorando il fatto per non dover fare i conti con la propria coscienza con cui ancora non riesce a scendere a patti: "In un mondo corrotto proprio a me doveva capitare un fottuto grillo parlante incorruttibile!" si dice con rabbia, confortato dal fatto che essendo solo nella stanza nessuno possa pensare che sia pazzo sentendolo insultarsi da solo. In realtà vuole controllare se c'è una persona in particolare, perché non sa dove sia finita, se stia bene o no, e per quanto abbia ripetuto almeno mille volte negli ultimi giorni "possano cascarmi mani e braccia -e pure il pistolino, cacchio!- se provo a farmi vivo io!!!" starebbe più tranquillo sapendola viva e con tutti i pezzi ancora al proprio posto.

Invece tutto quello che ottiene in cambio è silenzio, chiede al monitor "dove sei?" ed è tentato dall'idea di prenderlo a pugni quando questo non risponde ma, come si usa dire, "ambasciatore non porta pena", e soprattutto non porta i soldi necessari a ricomprarlo dopo.

E così ritorna a vivere la sua giornata, cercando di non far caso a quel pensiero fisso in un angolo della sua mente.

sabato 19 luglio 2008

Per quante strade dovrò rincorrerti?
Per quanto tempo?
In quali carezze cercherò le tue mani? In quali parole la tua voce? In quanti occhi ancora continuerò a cercare i tuoi occhi?

Due sole parole, semplici, pesanti come macigni, e due persone, occhi negli occhi. Parole che avresti voluto dire, il pensiero di un attimo e poi no, non sarebbe giusto, e silenzio.

Quelle parole... le ho sentite guardandoti, pronunciate senza muovere le labbra, chiare mentre ti fissavo, non ti toglievo lo sguado di dosso, non ci riuscivo. Ed ora... ora non mi non mi importa più nulla di cosa è giusto e cosa no, aspetto solo che trovi il coraggio di urlarle al cielo come ho fatto io...

venerdì 22 febbraio 2008

Lettera a me

Ciao, come stai?
E' da tanto che non ci sentiamo, vero? Allora, che ne dici di raccontarmi qualcosa, cosa hai fatto in tutto questo tempo? Ma come, davvero sei stato quasi sempre chiuso in casa? Non ci posso credere! Non ti annoia rimanere intrappolato sempre tra le stesse quattro mura? Dici che non è un bel periodo eh? Ti capisco sai, il problema è che ci illudiamo di poter fuggire dall'evidenza costruendole attorno un muro di bugie; a forza di ripetersele smettono di essere stupide menzogne e diventano la nostra verità, almeno fino a quando non siamo costretti a confrontarci con la realtà... e quanto fa male vedersi sbattere in faccia la propria stupidità, vero?

Mi piacerebbe poterti consolare, dirti che domani andrà meglio, che il dolore non dura per sempre ma voglio essere del tutto sincero con te, penso che te lo meriti: non ho idea di come sarà domani o dopodomani o nelle prossime settimane, mesi, anni... non ti arrabbiare ora, lo so, non sono per nulla consolante e mi dispiace, però non me la sento di dirti che va tutto bene, che presto tutto si sistemerà.

Si, so cosa hai passato, capisco i motivi per cui ti sei sentito preso in giro, capisco che non hai capito quasi nulla e questo ti rode, però secondo me non è così, credo che ti siano solo sfuggite le cose più importanti! No no no, non fraintendermi però, non ti sto dando dell'idiota, dico solo che le domande che hai fatto erano giuste mentre probabilmente le risposte non del tutto e almeno di questo non hai tutta la colpa. Del resto ammetto che neppure io ho capito granchè in questa faccenda.

Non vuoi proprio dirmi cosa c'è che non va, vero? Sei così silenzioso, anche più del solito, e questo onestamente mi preoccupa, se prima qualche parola in una giornata la spiccicavi ora temo che spesso mi toccherà conversare da solo. E non te la prendere, lo sai che scherzo... non c'è bisogno che tu mi dica niente, ti conosco abbastanza bene e so cosa ti passa per la testa.

Ti ricordi quando eravamo piccoli? Giocavamo in quel benedetto campetto dalla mattina alla sera, c'era sempre il sole. Ricordi quando tornavamo a casa sporchi dalla testa ai piedi, tanto che tua mamma voleva farci spogliare fuori di casa? Non c'erano pensieri, niente ansie, dubbi... prendevamo dai giorni che venivano quel che capitava. Non so se capita anche a te ma spesso rimpiango quei tempi, eravamo piccoli, si, non potevamo fare quasi nulla da soli ma eravamo spensierati e con le idee molto più chiare di adesso.

Visto? Mi ci è voluto parecchio impegno ma un mezzo sorriso te l'ho strappato! Ora devo andare, si è fatto tardi e domani devo alzarmi presto, ma tu non smettere di sorridere e quando ti sentirai triste tanto da pensare di non farcela pensa a quello che sto per dirti: non darti tanta pena, rialza la testa e non chiuderti in te stesso... so che lo stai facendo quindi non dirmi che sto sparando cazzate! Continua a donare pezzi di cuore a chi ti sta intorno: molti ti deluderanno, tratteranno il tuo dono come carta straccia, ci passeranno sopra senza pensare alle tue sofferenze, qualcuno quel dono lo abbandonerà distrattamente in un mucchietto assieme a tanti altri senza neppure comprendere quanto per te sia prezioso, pochi, pochissimi ne avranno la cura che merita... e una sola un giorno accetterà di condividere il suo cuore con te. Quando questo succederà vedrai che tutto il resto non avrà più alcun senso!

Con affetto,
V.

giovedì 14 febbraio 2008

Piccoli dettagli al buio

Quando mi sono svegliato questa mattina mi ero ripromesso di non scrivere, di lasciar scivolare via questa giornata cercando di non pensarci troppo... invece mi ritrovo qui davanti a queste pagine e a tutto quello che significano per me e le dita si muovono senza obbedire alla mia volontà.

Oggi è San Valentino, fuori c'è un bellissimo sole ma non ho voglia di festeggiare, non ho una donna con cui festeggiarlo. Sapevo che questo sarebbe stato un brutto periodo ma non lo avevo immaginato così nero. Da tempo mi sento come se fossi entrato in una lunghissima galleria di cui non si vede la fine. Io corro, corro disperatamente fino a non avere più fiato mentre tutto intorno resta uguale e se mi fermo sembra che non abbia fatto un passo. Sono così stanco, a volte ho l'impressione di scorgere la luce fuori di qui e allora moltiplico i miei sforzi. E' solo un'illusione, peccato che con un inquietante gioco prospettico questo dannato tunnel torni ogni volta ad allungarsi, ad inghiottirmi.

Sapete, comprendo che dalle mie parole possa trasparire una mancanza di fiducia, forse addirittura "un pipito" (cit.) di autocommiserazione. Potrei addurre mille giustificazioni, dire che ho il difetto di drammatizzare accadimenti già di per sè abbastanza tristi o che doverla lasciare andare dopo averla amata tanto (e non potete immaginare cosa voglio intendere con "tanto") mi ha svuotato interamente, sarebbe tutto vero. Potrei parlarvi di gelosie, risentimenti, rabbia, di lacrime che ho trattenuto a fatica, di altre che non mi è riuscito di fermare, di suppliche, prese di coscienza, di invocazioni al cielo, di una mancanza di serenità che dura da così tanto che non ricordo neppure quando è iniziata. Potrei raccontarvi questo e tanto altro ancora ma la verità è che ho paura.

Sono terrorizzato all'idea di perderla, e ancor più mi atterrisce il pensiero che potrei perdere me stesso. Rimanere solo mentre continuo a inseguire un sogno che non arriverà mai è quello che più mi spaventa. Ero pronto ad impegnarmi con lei, avrei accettato per lei di cambiare qualsiasi cosa, consapevole che tante rinunce, tanti sforzi avevano avuto il fine di farmela incontrare. Adesso, e lo dico con nel cuore tutta l'angoscia che un uomo possa sopportare, non ho più nessuna certezza. Come un sacchetto di plastica soffiato via dal vento la vita mi spinge qua e la senza preoccuparsi di me... del resto chi si preoccupa di una busta come tante altre?

Ho creduto di essere diverso, speciale, ho peccato di superbia e sono stato per questo giustamente punito. Quanto più sei in alto quando cadi, tanto più l'impatto è devastante.
Chiedo scusa a tutti, perdonatemi... cercavo solo di afferrare un sogno...

martedì 18 dicembre 2007

Per Cri

Buonasera a tutti, scrivo questo post dopo essere stato minacciato di atroci sofferenze fisiche nel caso mi fossi rifiutato di farlo. Fatta questa breve ma doverosa premessa andiamo a cominciare...

La vita è così, è fatta di arrivi e partenze, di addii e arrivederci, di saluti abbozzati e commiati strappalacrime e qualche mese fa ho avuto modo di sperimentarlo di persona. E' difficile da accettare ma anche le persone a cui vuoi bene e che vorresti sempre presenti accanto a te crescono e scelgono di incamminarsi lungo la loro strada; a volte possono restare così vicine che se allunghi una mano puoi sfiorarne i volti, altre invece si allontanano tanto da confondersi con la linea dell'orizzonte.

Quando l'ho salutata per l'ultima volta non mi pareva vero che quella che per me era ancora la ragazzina dolce e ingenua che avevo conosciuto stesse per iniziare una nuova avventura, sola, obbligata a mostrare al mondo la grinta e la capacità che io già conoscevo. E' passato del tempo, le nostre esistenze hanno proseguito lungo le direzioni che abbiamo intrapreso e oggi, a distanza di qualche mese, hanno avuto l'occasione per riavvicinarsi.

Ha bussato alla porta con delicatezza, quasi con timore, ed io quella porta l'ho spalancata perchè nell'attimo stesso in cui l'ho salutata ho sentito quanto mi era mancata la sua presenza, la quotidinità, anche solo un suo saluto durante il giorno.

Avrei voluto dirle e chiederle mille cose contemporaneamente eppure so che una sola era la domanda che sentivo di dover davvero fare: "come stai?".
E la risposta l'avevo già intuita, non poteva essere diversa... "bene"... e nonostante sapessi che mi avrebbe detto quello sono stato felice di sentirlo.

Tutto quello che succede non conta, non importa quanto lontana sei, tutto quello che ho bisogno di sapere è che stai bene!


P.S. e magari che sei follemente innamorata di me, ma questo non diciamolo a nessuno... :P

martedì 27 novembre 2007

Congiunzioni (astrali)

Quando credi di stare andando avanti e ti scopri a fare un passo indietro.
Quando sai che è tutto sbagliato e non hai i mezzi per cambiare le cose.
Quando ascolti il cuore, quando cedi a false lusinghe.
Quando non sei in grado di farti capire.
Quando hai voglia di odiare e non ci riesci.
Quando hai bisogno di avere qualcuno accanto.
Quando una carezza può cambiare una giornata.
...
Quando?

sabato 10 novembre 2007

Impressione

[...]
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.
[...]

ON AIR: Premiata Forneria Marconi - Impressioni Di Settembre

giovedì 8 novembre 2007

E' arrivato l'Inverno

Giusto un paio d'ore fa guardavo fuori dalla finestra chiedendomi i motivi per cui mi sento così dannatamente malinconico.
Guardavo il cielo coperto, denso di nubi, minaccioso, quasi volesse richiudersi su sè stesso. E' una stupidaggine eppure sembra che il caldo e il freddo e il vento e la pioggia seguano l'andamento del mio umore.

Coincidenze. A guardare il mondo con gli occhi del caso il senso di ogni sforzo sfuma in inutili affanni; puoi costruire una vita intera con qualcuno e -per caso- scoprire che a quel qualcuno una vita con te non bastava e ha deciso di viverne una parallela con qualcun altro, oppure puoi affannarti alla ricerca di lei che non sai neppure se esiste, incontrarla -per caso- e ringraziare il fato... e maledirlo poco dopo perché hai scoperto che avete tempi diversi e che probabilmente sarà così sempre.

Ieri ho sentito una strana sensazione nascere in me: tutto è iniziato nel punto più profondo, il più oscuro -misterioso- lì dove nascono rabbia e amore e odio e delusione. Ero in collera per motivi così stupidi che non vale la pena ricordarli e avevo bisogno di mettere in chiaro alcune questioni. In casi come questi la pazienza non è tra le mie virtù e nell'impeto del momento ho parlato. Non so se tutto quello che ho detto è stato comprensibile e compreso, so solo che più andavo avanti più mi sentivo strano e ascoltere alcune frasi -vedere alcuni atteggiamenti- mi ha dato la piccola spinta che serviva per farmi perdere l'equilibrio.

Ho sentito un peso immenso addosso, ed era il peso delle parole che ho detto, di quelle che mi sono tenuto dentro, il peso di ogni singolo gesto, della leggerezza con cui ho affrontato questioni delicate, il peso dell'incoscienza con cui mi sono lanciato in situazioni più grandi di me, il peso degli atteggiamenti sbagliati nei confronti delle persone sbagliate, il peso dei ricordi e del desiderio che tutto andasse in maniera diversa, il peso delle lacrime e del dolore che esse rappresentano.

Ora mi sento stanco di combattere, svuotato di ogni volontà... fuori il cielo si colora di rosso come le guance di una timida amante, l'aria si sta calmando. Succederà lo stesso anche a me, quando avrò la forza -la voglia- di affrontare davvero i miei demoni.

sabato 29 settembre 2007

Il mio giorno più lungo

Credevo di essere pronto, invece no, non lo sono. Credevo di sopportare, di essere sulla strada buona per trovare la mia dimensione ma mi stavo nascondendo dietro un dito. Speravo non succedesse, lo desideravo, volevo che non succedesse mai.
Oggi credo eviterò di uscire di casa, reclusione volontaria finalizzata ad evitare incontri di quelli che ti tolgono il respiro. E' già successo e vedere è stato come prendere un pugno in pieno stomaco... e poi come se per un attimo tutto quello che mi circondava sparisse, perdesse concretezza, non avesse più nessun valore. Per pochi secondi mi sono sentito spento, vuoto, morto.
Non voglio che succeda ancora, assolutamente, categoricamente NO. Perché allora sento così vana questa opposizione? Ho sognato stanotte, l'ultimo sogno che ho ricordato dopo essermi svegliato non era particolarmente felice ed ha preceduto tutta una serie di eventi di eventi spiacevoli, ora sta succedendo di nuovo ed io non riesco a tranquillizzarmi, teso, una corda di violino già spezzata ma ancora inconsapevole.
Il mio cuore è sul punto di cedere... se mi senti lassù fa che questi giorni passino in fretta.

martedì 4 settembre 2007

Ansia da rientro

Stasera non sto tanto per la quale, ognuno è libero di immaginare quali siano i motivi, io (qui lo dico e qui lo nego) non li conosco. So di essere paradigma di incoerenza, la mia tendenza a cambiare umore bruscamente spesso infastidisce anche me... è che ogni immagine ne richiama altre. Se gli occhi sono fatti per guardare Dio avrebbe dovuto tenerli scollegati dalla testa, avrebbe potuto farlo almeno per me, mi sarei risparmiato così tanti fastidi!


E tanto io lo so come va a finire, è sempre così, come quando apri un vecchio album perchè stai cercando una foto particolare per un motivo particolare e ti ritrovi a sfogliarlo tutto anche se ti eri ripromesso almeno mille volte di non farlo... così ti prende tutta una serie di sensazioni, ansia mista a nostalgia mista a delusione tutte miste a tanto altro ancora.


Sapevo come sarebbe stato tornare, l'ho sempre saputo.


Ricordare è bello ma dominare il proprio passato non è per niente facile.


E' dura.

sabato 21 luglio 2007

Un altro giorno perfetto?

[...]
I'm holdin on

waitin for your call
it's simple but I can't explain this

I'm sinking down
I feel like I could die
I'm falling off
I don't know why

I still believe it when you say,
It's another perfect day
another perfect day.
I still believe it when you say,
It's another perfect day
another perfect day.
[...]


ON AIR: American HiFi - Another Perfect Day