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giovedì 1 marzo 2012

Non capisci?

Non lo capisci quando parlo con te? Quando parlo di te? Non lo vedi?
Ci sei dentro, in queste parole. Sei tu. Sono tue.
Sono mie, finché non corrono via, si allontanano, scappano.

 Ti sto parlando ora, ascoltami, ascolta. Non te ne accorgi?
La rabbia, è tua anche quella. Il risentimento.
Ciò che si direbbe, che diventa ciò che non si dice.

Mi senti? Mi vedi? Lo vedi, quest'odio che è dentro?
Preferiresti essere indifferente? Non lo preferiremmo tutti?
Non è poi così bello, il silenzio. Il tuo silenzio.

Non comprendi quanto è difficile, a volte? Proprio tu?
Sbagli, impulsività.
Eppure non capisci.

ON AIR: Amor Fou - La convinzione

venerdì 16 dicembre 2011

Mi avete rotto il cazzo

Si, MI AVETE ROTTO IL CAZZO!


Con quell'arroganza, gli sguardi di superiorità, i commenti pieni di scherno. Con il rinfacciare ogni gesto, ogni parola, come se disegnandovi un'aureola sulla testa poteste far credere di essere santi. Con le battutine, gli sguardi di sottecchi, i commenti a mezza voce.

E non vi rendete conto della vostra ottusità, del tarlo dell'ignoranza (intesa neppure come mancanza di conoscenza, bensì come incapacità di cercare la stessa) che vi rende ridicoli. E vi riempite le bocche di titoli accademici, luoghi visti o da vedere, idee prese in prestito.

Io non ho più voglia di sopportare i vostri discorsi sterili facendo finta di nulla, dissimulando la noia sotto un garbato interesse. Non ce la faccio. Non più.

ON AIR: Marlene Kuntz - A fior di pelle



Tutto quel che ho sono il mio cuore e la mia mente

giovedì 23 aprile 2009

Del bisogno di cambiare e di altre debolezze

Un uomo di rabbia.

Che si lascia infastidire da quello che non può controllare e ancora di più da quello che egli stesso provoca.

Che crede in alcune cose e cerca di convincersi che in realtà non la pensa così.

Che ogni volta che affronta i suoi demoni ne esce irrimediabilmente sconfitto.

Che vorrebbe fare 1000 ed è così stanco e disilluso da riuscire a malapena a fare 10.

Che si domanda se c'è un senso, e quando il senso lo trova si domanda qual è il senso di quel senso.

Che prova sensazioni e non le butta fuori per paura che, e quando invece non prova nulla vorrebbe sapere dove sbaglia.

Che non è cattivo e invece dovrebbe, che non è insensibile e invece dovrebbe, che dice di lasciarsi scivolare le cose addosso e lo vorrebbe... ma all'atto pratico non ci riesce.

Che si comporta come un asociale perché è stanco della "socialità" che lo circonda.

Che scrive parole che poi non ha voglia di rileggere e che non pronuncia parole che vorrebbe urlare forte.

Che fuori cerca di essere comprensivo e presente anche quando dentro è vuoto e freddo.

Che si chiede come sta, univoco, perché un pensiero lì c'è sempre.

Che non ha più voglia di.

Che stringe i pugni troppo spesso.

Che si pente di tutti i suoi sbagli, ma di uno proprio no, non ce la fà davvero.

Che ancora immagina ciò che non sarà e si chiede cosa ne sarà... di lui... e del resto.

Che uomo è un uomo di rabbia?

ON AIR: Pino Daniele - Voglio di più


[...]
Io che ho visto un uomo

e una campana
stare insieme a gridare per ore
io che ho visto il mare
oggi sono stanco
[...
]

venerdì 14 novembre 2008

Stop

Avete mai pensato che se non chiedo consigli probabilmente è perchè non voglio consigli?
Parlare è così facile, specie quando l'argomento è qualcun altro, e questa semplicità nello spargere parole è legata alla conoscenza scarsa, superficiale, di ciò su cui ci si sta pronunciando.

Non credete che io abbia una testa e sia capace di usarla? Credo di aver dato dimostrazione, spesso se non sempre, di avere il grado di raziocinio necessario a sviluppare un pensiero coerente e sensato anche da solo, quindi non vedo davvero la necessità di queste continue imbeccate.

Se non affronto un argomento semplicemente non mi va di farlo, la mia vita, i miei rapporti con le persone, sono questioni che riguardano me e queste persone. Posso decidere di raccontare alcune cose perchè credo che un esempio concreto valga più di tanti discorsi astratti, come posso decidere di non farlo. Spesso non lo faccio, quasi tutti siete a conoscenza di frammenti, perlopiù marginali, di quello che ho per la testa e delle mie esperienze.

Quindi come credete di poter esprimere un giudizio? Come pensate di poter dire "guarda che dovresti fare questo e questo e questo". State svilendo la mia intelligenza, non pensate che tutte le considerazioni che a voi sembrano così giuste da spacciarle al resto del mondo come piccoli dogmi personali io sia in grado di farle anche da solo?

Quello che davvero non sopporto è che nonostante mi sforzi in ogni maniera di far comprendere alla gente quanto sia sbagliato, ciò che dico viene sempre, invariabilmente, interpretato, e tra l'altro interpretato con superficialità.

Non potete esprimere giudizi nè dare consigli, anche se in buona fede (voglio crederci e apprezzare comunque per questo il gesto). Non sapete che dietro ogni parola ci sono mille pensieri che si intrecciano e si separano, non potete conoscerli, non voglio che li conosciate! Lascio questo piccolo spiraglio aperto perchè tutto sommato ho piacere a scrivere qui, sento che mi fa bene, è ogni volta come se mi togliessi un macigno dalle spalle ma, e spero di ripeterlo per l'ultima volta, io sono molto più di queste parole!

Se ora non sono come vorreste non cercate di convincermi che sono sbagliato... forse un giorno cambierò o forse no, in ogni caso sarà una mia scelta, autonoma e di cui mi assumerò le responsabilità, come ho sempre fatto. Lasciatemi respirare.

ON AIR: Guano Apes - Open your eyes

mercoledì 5 novembre 2008

Prenderla così...

Sono come questa stanza in cui continuo a cercare un po' di quiete, sono buio. Tutto quello che ho è un silenzio pesante, opprimente. Filtra appena un po' di luce dall'esterno, a volte mi fermo davanti alla finestra ad osservarla, ascoltando brandelli di conversazioni, desideroso di cose che neppure so. Altre volte tiro giù la persiana, convinto che sommare silenzio a silenzio sia non la migliore ma pur sempre una soluzione.
Nel buio però ritrovo solo il ricordo malinconico di occhi infinitamente dolci, e rabbioso di assenze, vuoti, risentimenti.

Mi sono giurato che avrei fatto finta di niente, sarei andato avanti per la mia strada senza fermarmi a cercare ciò che non posso più vedere, ma è un'assenza così pesante. Ci sono stati l'amore, la rabbia, cento altri sentimenti... e mille sfumature... e milioni di pensieri, mai l'indifferenza. Ancora oggi a volte mi chiedo cosa sei stata. Non c'è una risposta perché stata tutto e niente, ed io ho fatto a lungo finta di non accorgermene per non dover affrontare tanti sbagli, non solo miei. Quanti compromessi tacitamente accettati, quante grida soffocate, quanta rabbia mai confessata; quest'ultima la sento ancora adesso, a volte così forte da riuscire a controllarla a fatica. Per te che non lasci scelte, che sei tutto o niente, che sei scappata ogni qualvolta credevo di averti raggiunta, che sei cambiata tutte le volte che ero convinto di averti compresa, che sei riuscita a far male proprio quando ero più vulnerabile.

Mi restano come compagne di viaggio le preoccupazioni (futili) e le ansie (immotivate), perché sono fatto così, non riesco a ignorare l'agitazione che deriva dal non sapere come stai, non ce la faccio a fingere che non sia un macigno sul cuore questo senso di "lontananza".

Ma hai ragione, sono solo parole...

La verità è che mi manchi anche se non vorrei, mi manchi quando penso a tutto quello che ho dovuto chiudere in un cassetto senza sapere se si riaprirà, mi manchi tutte le volte che mi piacerebbe chiamare semplicemente per chiederti come stai, mi manchi quando vorrei vederti sorridere, mi manchi quando avrei voglia di piangere, mi manchi.

ON AIR: Petra Magoni & Ferruccio Spinetti - Prendila così


"...cerc(o) di evitare tutti i posti che frequento e che conosci anche tu..."

mercoledì 29 ottobre 2008

Rabbia. La sente dentro, montare sempre più, senza controllo. Come se gli avessero acceso un fuoco al centro del petto e l'incendio divampasse senza controllo, diffondendosi a tutto il corpo. Non agli occhi però, si rende conto che ha la vista offuscata. Gli occhi umidi, non vuole piangere ancora, si sente così debole eppure batte i pugni sul tavolo, con violenza, in un'improvviso scatto d'ira così estraneo alla sua natura e per questo ancor più volento si alza, e inizia a colpire l'aria vedendo in essa un volto, null'altro che la proiezione di tanto dolore.
Si lascia andare sul letto, sfinito, ormai non ne può più, vorrebbe solo poter abbassare le palpebre con la facilità con cui tira giù le persiane e dormire. Dormire e dimenticare. Dormire e smettere di continuare a lacerarsi il cuore. Vorrebbe spegnersi, e risvegliarsi in un mondo diverso, vivo di persone diverse, ma non ci riesce. Troppi i pensieri, i fili da annodare, troppe le parole e i gesti che esigono nuova attenzione. Sente un pulsare sordo e costante alle tempie, un dolore che si irradia fino alla mascella e si accorge che sta serrando i denti. E' la sua reazione, come se avesse paura che anche un solo spiraglio aperto possa trasformarlo nella copia mal riuscita del vaso di Pandora.
Cerca di rilassarsi, qualche respiro profondo, lascia che la tensione nei muscoli si allenti ma la Domanda, la madre di tutti i quesiti, torna a tormentarlo come un vecchio disco incantato... perché?
Si è dato almeno un milione di risposte, altrettante ne ha sentite da amici e non, eppure sembra che nessuna lo abbia mai convinto davvero.
Si sente sconfortato, deluso, amareggiato da qualcosa che pure sapeva sarebbe accaduto. Forse però la cosa che lo spaventa di più è che si sente svuotato, senza avere la minima idea di come reagire, al contrario chiedendosi se vale davvero la pena di reagire.

Ha perso tutte le sue battaglie.

sabato 25 ottobre 2008

Essere, voce del verbo -

E se fossi io ad aver sbagliato tutto?

...sempre, da sempre...


Non sono quello che volete, non posso esserlo e sono stanco di provarci.

...scortese, incostante, sarcastico, stronzo...


Tutto quello che dico non è creduto, o è male interpretato.
Tutto quello che faccio urta la sensibilità di qualcuno.

...non capisci...

Parole che feriscono, perché io ora non sono forte, non abbastanza, ed è come se chiunque passi voglia gettare uno sguardo distratto, senza fermarsi ad osservare... vedere non equivale a capire. Guardate giù, in fondo agli abissi più scuri, ma solo se non temete che una crisi di vertigini vi faccia perdere l'equilibrio.

...ossessioni, rimorsi, una fiamma che avvampa più forte quando pensi che ormai sia sopìta...

Basta, io sono questo, nel male che mi rinfacciano e nel bene che in pochi vedono, e non voglio cambiare nè continuare a smussare me stesso in funzione degli spigoli di chiunque altro.
Sono i miei pensieri, le mie parole, i miei gesti, e non permetterò a nessun altro di portarmeli via.


ON AIR : Audioslave - Be Yourself

martedì 23 settembre 2008

E lasciami sfogareeeeeee....

Ho qualcosa dentro che scalpita per venire fuori. Rabbie confinate nei più remoti recessi dell'animo, sigillate perché ne sono io stesso spaventato. Ho voglia di essere cattivo con chi mi ha fatto del male, con chi pensa di farmi del bene, con chi mi guarda con sufficienza, con chi non ha la capacità di comprendere o le capacità per comprendere. Ho voglia di colpire, mordere, straziare... eppure non lo faccio. Combatto una sorta di guerra fredda tra me e me, strategia del terrore, se trovassi il coraggio di farmi esplodere come un ordigno atomico chi può dire quali sarebbero i risultati?

Perché anche le parole feriscono, tagliano come i famigerati coltelli dello Chef Tony. Sono armi affilate e nelle mani, nelle bocche, sbagliate possono fare danni inimmaginabili, io lo so.

Fondamentalmente sono un impulsivo, quando sono a contatto con situazioni che mi coinvolgono profondamente non riesco ad applicare i filtri che di solito sovrappongo alla vita. In queste circostanze parlo, d'impeto, ed ho, purtroppo, il "dono" di saper far male. Per questo da sempre preferisco rimanere in silenzio, evitare i diverbi. Nessuno capirebbe.

Avrei tante cose da sputare in faccia a troppa gente, ciononostante continuo a farmi i cazzi miei, del resto... cui prodest?

giovedì 12 giugno 2008

E' notte fonda, la casa è silenziosa, vorrei mettermi a letto e dimenticare tutto ma non riesco a prendere sonno. Lascio la mente libera di vagare. I ricordi si mischiano alle fantasie, voci e volti che parlano e appaiono e scompaiono.
Cosa faccio? Perchè mi comporto così? Vorrei avere qualche risposta o almeno non farmi tante domande. Cosa sto inseguendo? In nome di cosa combatto questa battaglia? In nome di chi?
Vivere è guardare in faccia i propri errori, dunque se non riesci a considerarli tali significa che stai lentamente morendo dentro?
Continuo a ripetermi che non posso comportarmi in altro modo, che sono così e niente, nessuno, potrà cambiare la mia natura. Ma non sto solo cercando le più comode giustificazioni?
La maggior parte delle volte mi ferisco da solo, non è masochismo, solo l'illudersi di chi è ingenuo e finge di saperne di più, solo la rabbia, lo sconforto, di chi non vuole arrendersi all'agonia dei propri sogni e per loro continua a lottare. Qualche volta invece mi feriscono ma forse è semplicemente l'effetto di chi si scontra con la realtà.
In alcuni momenti vorrei semplicemente dimenticare, mi capita quando non ho la forza di impedirmi di ricordare. In alcuni momenti vorrei avere la forza di correre via lontano e chiedo perchè non lo faccio, è coraggio o codardia?
E poi, come è possibile dire e fare sempre le cose sbagliate? Magari sbaglierei qualsiasi cosa facessi o dicessi.
Sento che qualcosa mi sfugge ed è una sensazione quasi tangibile; è come se mi mancasse un pezzo, sempre lo stesso, e continuassi ad arrabattarmi cercando soluzioni provvisorie che non durano, non possono durare.
Continuo a ripetermi fino a che le lacrime non iniziano ad offuscarmi la vista "non lo sei, non lo sei mai stato, non lo sarai mai". E' come un mantra, la preghiera di chi non ha più nulla da perdere tranne sè stesso.
Vorrei capire perchè.
Perchè...

giovedì 22 maggio 2008

Cielo cupo

"...e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini ci allontaniamo per poi ritrovarci più vicini..."


Strana sensazione di perdere il contatto con le cose che ami, di spingerle via lontano mentre tenti di tirarle verso te, e timore che un giorno (che sembrava lontano e invece ora appare così vicino) non riuscirai più a raggiungerle. Chissà se è così che deve andare, se sto perorando una causa nata persa. Mi piacerebbe essere trasparente, lasciare che chiunque mi guardi possa leggere le mie inquietudini e tentare di capirle, o quantomeno restarne alla larga. Sono pericoloso, posseggo abissi in cui ho paura di guardare, demoni furenti che si agitano, scalciano urlandomi la loro voglia di uscire, ho fame di violenza... sete di sangue che a volte riesco a controllare a fatica. Credevo che la vita sarebbe stata diversa, che l'amore sarebbe stato diverso, che sarei stato diverso io. Mi spaventa l'intensità di alcuni sentimenti, il modo con cui monopolizzano la mia attenzione, la percezione della loro incontrollabilità.
Forse ho più bisogno di essere salvato di quanto non pensassi.

ON AIR: Lucio Battisti - La Collina dei Ciliegi

mercoledì 7 maggio 2008

Rage against the *********

Da un po' di notti dormo poco e male, colpa di una tosse che a quanto pare mi considera il suo migliore amico e forse anche di qualche pensiero che incurante della regola per cui "il passato è passato" continua a ronzarmi in testa. In tutto ciò non ci sarebbe nulla di male, non fosse che sono troppe le volte in cui non riesco a controllare il mio "stream of consciousness" e mi ritrovo idee e immagini che attraverso secanti e/o tangenti si allontanano sempre più dal loro punto di origine.
In questo modo mi ritrovo a costruire milioni di storie senza capo nè coda, perso in investigazioni del mio privato e del suo pubblico interfacciarsi col mondo.

In un ansia da ragionamento deduttivo mi chiedo il perché di tutto ciò che vedo e il risultato è che ogni risposta si trascina dietro altre domande; come in una spirale, solo che anziché raggiungerne il fuoco la percorro allargando sempre di più la traiettoria.
Anche ora mi rendo conto di avere iniziato a sragionare, non era questo il discorso che avevo in mente di fare, però sono in balia delle scelte di percorso prese da tutte quelle parti di me su cui non riesco ad esercitare pieno controllo.

Ecco, forse il problema consiste proprio in questo, nel controllo, nella sua assenza oppure nella sua esasperata presenza; è una vita intera che cerco di disciplinare il mio modo di fare, riuscendoci a volte, altre volte no. Quello che mi fa rabbia è che scopro di essere capace di mandare giù fin troppe cose, mascelle serrate, pugni chiusi, un tremendo desiderio di colpire, per far male, per farmi male... mentre poi tutto quello che faccio è voltarmi per non essere costretto a guardare.

Non sono mai stato tipo da covare rabbia in silenzio, preferisco lasciare che le situazioni mi attraversino perché so che se esplodessi gli effetti sarebbero devastanti... eppure in certi momenti l'odore della violenza mi attrae terribilmente....

sabato 19 aprile 2008

Quando tutto sbiadisce

Cosa rimane quando dai tutto te stesso e quel che resta è una parentesi?
Quando ti rendi conto che la persona che per te contava di più al mondo non ha mai compreso davvero quello che provavi?
Quando ti dicono che ti comporti come un tredicenne e non sai come spiegare che forse è vero, le azioni e le parole sono quelle di un ragazzino, ma il cuore e i sentimenti sono quelli di un uomo?
Quando scopri che qualcun'altro ha deciso per te?
Quando ti chiedono di rinunciare all'unica che hai amato davvero e lo fai perché non farlo significherebbe farla soffrire ancora?
Quando ti senti stupido per aver rinunciato ad andare fino in fondo perché dentro di te non potevi fare a meno di pensare che "no, così non è giusto"?
Quando desideri qualcosa così intensamente da dimenticare tutto il resto?
Quando un profumo ti ricorda lei e scopri che stai trattenendo le lacrime a fatica?
Quando incontrarla per caso ti fa così male che vorresti sparire?
Quando vorresti credere a chi ti dice che tutto andrà bene sebbene tu sappia perfettamente che non sarà mai così?
Quando hai paura perché non riesci a mandarla via?
Quando soffri perché è stata la prima, temi che sia l'unica e sei certo che resterà sempre la più importante?
Quando ogni sera, prima di addormentarti, con gli occhi ormai chiusi per metà, il tuo pensiero torna ad uno di quei momenti in cui lei era perfetta... in cui lei era lei?
Quando pensi a quella sera che per gioco le hai chiesto di sposarti e per un secondo ti sei sorpreso a desiderare che ti dicesse di si?
Quando sei così arrabbiato... e confuso... e addolorato da chiederti se ne è davvero valsa la pena?
Quando fai tutto quello che puoi perché l'unica cosa che potrebbe farti stare peggio è il rimpianto di non averci provato fino in fondo?
Quando raccogli un pezzo di luna per lei e lo tieni da parte, al solo scopo di vedere la sua faccia quando te lo chiederà e tu glielo darai?
Quando un bacio è "solo un attimo"?

Cosa rimane quando vorresti non aver mai detto "ti amo"?

martedì 12 febbraio 2008

Felice S.V.

Vaffanculo.... vaffanculo.... VAFFANCULO!
Mi hanno scavato voragini nel cuore, anzi, me le sono procurate da solo.

Cerco di dimenticare, di non pensarci ma come è possibile che non ci riesca? Ci sono cose che ancora non posso vedere, non voglio vederle, prego di riuscire ad evitare di trovarmele sbattute in faccia all'improvviso. Che senso ha soffrirne ancora, preoccuparsi di quello che potrebbe accadere o di quello che so che accadrà?

Guardandola credo che il mondo possa essere migliore, quello che non riesce ad essere migliore purtroppo sono io.

Una fiamma spenta.

Ho bisogno di qualcuno che mi stia vicino, che mi faccia sentire considerato, qualcuno per cui possa rappresentare l'inizio e la fine.

Non sei tu e ti chiedo se puoi, se vuoi, di provare a capire cosa ciò significhi per me, specie in giorni in cui vedi fiori e cuoricini e ragazzini completamente persi nell'immaginare il loro amore. Ogni cosa riporta alla mente tanti desideri, tante speranze, attese che ti hanno portata lontano.

Sono solo e mi pesa, potrei far finta di niente ma cosa ne ricaverei? Solo altro dolore. Milioni di parole, di gesti che avrei voluto e non ho potuto fare,  si accumulano e pesano, mi opprimono, mi tolgono il respiro.

In momenti così anche solo una carezza può salvarti dall'inferno.

La situazione non può essere diversa da com'è, neanche io posso esserlo. Odio questi giorni con tutte le mie forze e odio la mia debolezza. Odio stare così e odio il fatto che a volte tu non lo capisca ma mi rendo conto che non è colpa tua.

Non mi entra in testa, hai ragione, e non ci entrerà mai. Non riuscirò mai a vedere quella scena senza sentirmi morire, è questo l'unico motivo per cui dico certe cose. Non per farti del male, unicamente per non farne a me stesso.

Ti chiedo troppo, lo so, ma spero che tu riesca a comprendere la mia pena.

venerdì 1 febbraio 2008

Maybe... one day...

Perché non riesco a sputare fuori il veleno?
La rabbia, l'angoscia, l'ansia.
Può la volontà imbrigliare un cuore recalcitrante?
Amore e poi odio e ancora amore.
Perché ogni volta che ho di fronte lei sono così irrazionale?
...perché...

mercoledì 14 novembre 2007

Pride & Prejudice

Ci sono giorni in cui sento tutto il peso della mia inadeguatezza.

E' la vita, chi è più forte sopravvive, perché se riesci a camminare sulla testa degli altri è normale che respiri aria pulita. Io non lo so fare, non ho mai imparato. Mi piacerebbe fregarmene -così tante cose vorrei tirare fuori da me in questo momento, e farne un grosso mucchio e bruciarle- ma non ci riesco.
Mi sono stati insegnati il rispetto, la pazienza, la cortesia, la disponibilità. Ne ho fatto il mio modo di essere convinto com'ero che a fare del bene qualcosa di positivo indietro ti torna. Invece sempre più spesso penso che siano tutte illusioni, utopistiche proiezioni sul mondo che ho attorno -sulla gente che ho attorno- di quello che intorno vorrei avere.
E mi piacerebbe poter dire che ho imparato, che da adesso tutto sarà diverso... io sarò diverso... me ne fregherò di qualsiasi cosa -persona- non sia me o non sia a meno di 10 centimetri da me ma non è così, per cui non prenderò in giro nessuno affermando il contrario.
Sono stato accondiscendente, gentile perché non conosco altri modi d'essere e non me ne pento, continuo a illudermi che sia il modo giusto di vivere e chissà che non riesca a insegnarlo anche a chi mi circonda.
Ma -c'è sempre un ma... o anche più di uno nel mio caso- ho incassato parecchi colpi negli ultimi tempi ed ho pazienza e nervi tanto tesi da avere iniziato a sfibrarsi a poco a poco. A lungo andare finiranno per spezzarsi, questo il motivo che mi spinge a chiedere anticipatamente scusa.
E' solo che la frase che ho sentito più spesso di recente è "è fatto/a così, non prendertela". No, non me la prendo, mando giù pensando che ho le mie responsabilità, e voglio dire una cosa sola che sembra sfugga con troppa facilità a troppe persone (me compreso)... sono fatto così anch'io, ho i miei difetti, tanti, le mie insicurezze, i mei sogni ,e ben nascosto, anche qualche pregio.

Ho la mia testa e non prendo le parole alla leggera.

sabato 6 ottobre 2007

Sfogarsi

Troppe lacrime, non ne vale la pena sai? Troppi scrupoli, non fartene, vali molto di più, lo sappiamo.
Ed io? Anche se sorrido mi preoccupo per te...

... tanto dolce, tanto delicata che a volte fai male al cuore...

lunedì 24 settembre 2007

Meglio soli che...

Sono solo, la casa vuota, silenziosa. Niente passi strascicati, niente risate né urla, nessun tramestio.
Oggi questa casa è mia, mia e dei miei pensieri, dei fantasmi che mi accompagnano quasi volessero farmi compagnia.
A ben vedere non sono mai solo, ho sempre con me fatti, ricordi, sogni e speranze e quando non ho nessuno intorno prendono vita, si materializzano davanti ai miei occhi per ricordare sbagli, soddisfazioni, gioie e dolori, sforzi e sacrifici.
Che strano, a volte pensi di aver dimenticato e invece tutto è ancora impresso nella mente, solo un po' in disparte -perché bisogna pur fare spazio ai "nuovi arrivati"- e così il passato, non conta se è "ieri" o "dieci anni fa", torna.
Voglio credere che i miei ricordi mi proteggano da quello che mi accade, da ogni colpo che prendo, dalla sensazione di stare cambiando e dalla paura per ciò che questo cambiamento rappresenta.
Mi hanno fatto male... e non parlo di quel genere di dolore che "metti un po' di pomata e vedi che passa", mi hanno ferito dove i segni non si vedono e nonostante questo non scompaiono.
Ora ho paura, perché sento di stare imparando ad odiare, perché non voglio stare di nuovo così male, perché sto perdendo la fiducia (forse immotivata) che avevo nelle persone... in tutte le persone.
So che c'è qualcosa di buono in me e non voglio che me lo portino via, per questo ora che sono solo mi rifugio tra i ricordi, lì in mezzo ci sono i volti e le voci, i profumi e i gesti di chi mi ha dato il meglio di ciò che aveva, di chi mi ha reso migliore...
 
P.S. 4000 visite... e chi se lo sarebbe mai creso!!! (cit.)

domenica 23 settembre 2007

Fuoco e fiamme

Rabbia dentro, perché offendi la mia intelligenza, perché non fai altro che dimostrare quanto poco vali.
Dietro l'anonimato è facile nascondersi, di certo il fatto di essere reputato persona priva di spina dorsale non ti causa particolari problemi.
C'è una cosa che non capisco... hai ottenuto il tuo scopo e noi stavamo cercando di ricominciare a riprenderci le nostre vite. Con una difficoltà di cui non hai idea stavo iniziando a guardare avanti, dunque che senso ha? Cui prodest? Cosa speri di ottenere ancora?
La gente di merda non merita attenzione ma io non ce la faccio più a tenermi tutto dentro; sei un povero coglione, in più incapace di rendersi conto che sta turbando i fragili equilibri di fragili persone.
Prega Dio che non riesca mai a capire chi sei e pregalo tanto, perché se dovessi scoprirlo stavolta non so davvero come andrebbe a finire...

mercoledì 12 settembre 2007

Run baby run

Oggi ho corso e non lo facevo da un sacco di tempo. Ho corso perché avevo bisogno di sentire i muscoli muoversi, lavorare, avevo bisogno di sudare e di concentrarmi sui passi... un piede dopo l'altro, veloce, sempre più veloce finché le gambe non hanno iniziato a farmi male. Avevo bisogno di svuotare la mente, di staccare dal mondo.
Oggi ho corso per lasciarmi dietro ricordi, incertezze, desideri... magari non ci sarò riuscito ma almeno ho preso un po' di vantaggio.

venerdì 7 settembre 2007

Oggi mi sento un po' così

Rassegnato... come quando ti rendi conto che dentro te non è cambiato niente.
Arrabbiato... come quando vedi che i tuoi sforzi non ti hanno portato da nessuna parte.
Impotente... come quando sai di non poter fare nulla per cambiare le cose.
Incompleto... come quando senti il bisogno di qualcosa (qualcuno?) che non riesci ad avere.
Confuso... come quando hai davanti due strade e non sai quale imboccare.

Allontanarsi a volte è la cosa migliore da fare, per tornare a respirare, per ricostruire quella serenità a cui tuo malgrado hai dovuto rinunciare. Ma non basta, inutile prendersi in giro, le ferite sono troppo profonde e il sangue sgorga ancora a fiumi. Parliamoci con franchezza, mi fa male il cuore, tanto, e ancora non riesco a trovare la forza di chiudere i conti col passato... perché l'ho amata più di chiunque altra, più di quanto avrei dovuto, irrazionalmente, sapendo che non poteva andare a finire bene e ora non riesco a sopportare il pensiero che me l'abbiano portata via definitivamente, non lo accetto. Non sono io che dovrei dire una cosa del genere dal momento che sono stato causa del problema e non vittima ma provo rabbia verso chi non ha meritato tanta fortuna. Mi chiedo perché non lo capisci, perché insisti nel dirmi "prova a metterti nei miei panni"... sai che non ci riesco, è il mio carattere, non posso accettare di uscire sconfitto, non in questo modo, non in questo caso.
Mi domando come sono arrivato a questo punto, come ho potuto lasciarmi andare così, come mi sono permesso di investire tutto quello che avevo dentro, tutto quello che potevo dare (e anche moooolto di più) in questa storia. L'ho fatto d'istinto, l'ho fatto per amore, per quella sensazione che non ha una spiegazione, perché ho capito che opporsi non avrebbe avuto senso ora che la mia ricerca era finalmente finita. L'ho fatto per lei e per nessun altro e il mio cuore malandato sa di non avere sbagliato.
Guardo dietro di me e poi davanti e Dio sa se vorrei aver superato il dolore e l'attesa e la speranza ma no, ancora non ci riesco, ancora è troppo presto... ancora ti amo.