La mia vita è faticosa. Sono un cuore e lavoro ventiquattro ore su ventiquattro, mai un giorno di ferie o una mezz'ora per prendere un aperitivo assieme agli amici reni. E' un lavoro impegnativo, oserei direi che ho un ruolo vitale nell'organigramma aziendale ma non vorrei peccare di presunzione. E' dura ma, come sempre accade a chi ha grandi responsabilità, a volte ottengo anche grandi soddisfazioni.
Ad esempio, prendiamo qualche giorno fa, credevo di dover trascorrere una giornata di normale amministrazione e invece c'è stato di che sudare.
Il capo si è alzato piuttosto tardi, la sera prima avevamo fatto un po' tardi, dunque buona parte della mattinata è stata piuttosto tranquilla; le cose sono iniziate a farsi complicate subito dopo le solite faccende quotidiane, colazione, abluzioni mattutine eccetera. D'improvviso ho dovuto rispondere a un accenno d'ansia accelerando un po' il battito... niente di particolare ma dopo un paio di impennate di ritmo ho iniziato a chiedermi cosa stesse succedendo, così ho chiesto un po' ai miei vicini e mettendo insieme i vari brandelli di informazione (sono un cuore molto intuitivo!) ho capito che il motivo era lei. Il capo aspettava di andarla a trovare, strano che non lo abbia capito subito, eppure in passato è successo spesso che lei moltiplicasse il mio lavoro, dovrebbe pagarmi gli straordinaridi cui è causa!
La situazione si è stabilizzata fino a che non siamo usciti di casa, e da li è stata una progressione costante lungo tutto il tragitto... passo, battito, passo battito, passo, due battiti, passo, tre battiti... ad un certo punto mi sono sentito un treno lanciato a tutta velocità ed il capo deve essersene accorto perchè ha tirato un paio di respiri profondi lasciandomi il tempo di riacquistare un'andatura più o meno regolare. Peccato che la quiete non sia durata granché!
Dovete infatti sapere che ogni volta che il capo la vede non riesce più a controllarsi e a controllarmi... cerca di fare lo spavaldo o l'indifferente ma so io che succede qui dentro!!! I muscoli entrano tutti in tensione, lo stomaco sobbalza, i polmoni cercano di inspirare quanta più aria possibile e io, povero cuore costretto a pompare sangue dapperttutto con tutta la forza di cui sono capace per evitare che il capo svenga come una femminuccia.
Non so davvero cosa il capo veda in lei, fino a non molto tempo fa erano problematiche per me tanto la sua presenza quanto la sua assenza; oggi per fortuna sembra che il boss abbia trovato una certa capacità di autocontrollo; cionostante ogni volta che sta vicino a lei il mio lavoro aumenta, e non sempre per agitazione o nervosismo. Un sentimento molto forte lega il mio capo a questa ragazza, si capisce da come batto per lei, diversamente da come batto per chiunque altro.
A volte mi chiedo cosa fa il suo cuore e mi sorprendo a desiderare che almeno per una volta pulsi all'unisono con me.
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domenica 1 giugno 2008
Lavoro da cuore
martedì 27 maggio 2008
Alla finestra
Quando ho bisogno di pensare mi siedo sul davanzale della finestra della mia camera. E' esposta ad est, così dopo mezzogiorno inizia a riscaldarsi. Il calore del sole sulla pelle mi dà una sensazione di piacevole torpore, è come se il tempo rallentasse, come se le percezioni si dilatassero per raggiungere un livello diverso di consapevolezza.
Mi piace vedere i colori vividi del primo pomeriggio, intensi, la luminosità del cielo terso di maggio. Mi piace sentire con un brivido un leggero refolo di vento accarezzare il mio corpo rilassato. Ritrovo una serenità che da mi sembra di aver perduto da tempo. Mi piace soprattutto guardare il sole spegnersi dolcemente dietro il profilo netto dei monti all'orizzonte, e i contorni delle case sfumare nel delicato rossore del tramonto.
Penso a me, a quel che sono, a chi sono; mi sembra quasi di capire e di capirmi ma non è altro che la sensazione di un istante, troppo breve per contare qualcosa, troppo intensa per essere ignorata.
Penso a chi mi sta attorno, a come altre vite abbiano incontrato la mia sfiorandola a volte, altre volte deviandone il suo corso con la forza irresistibile di sentimenti forse non compresi appieno ma vissuti con infinita passione.
Penso al passato con nostalgia e al futuro con speranza mista a timore. E' la paura di perdere ciò che più amo, la stessa maledetta paura che mi fa sbagliare così spesso costringendomi a comportarmi come non dovrei.
Penso alle opportunità che la vita offre ogni istante di ogni giorno, all'isitintività che mi ha fatto perdere la strada così spesso e che pure nelle scelte più importanti mi ha condotto sicura dove neanch'io sapevo desiderare di voler andare.
Questa finestra col suo piccolo scorcio di mondo fuori è metaforicamente una finestra su di me, sulle mie domande di sempre e sulle risposte che forse, col tempo, arriveranno.
Mi piace vedere i colori vividi del primo pomeriggio, intensi, la luminosità del cielo terso di maggio. Mi piace sentire con un brivido un leggero refolo di vento accarezzare il mio corpo rilassato. Ritrovo una serenità che da mi sembra di aver perduto da tempo. Mi piace soprattutto guardare il sole spegnersi dolcemente dietro il profilo netto dei monti all'orizzonte, e i contorni delle case sfumare nel delicato rossore del tramonto.
Penso a me, a quel che sono, a chi sono; mi sembra quasi di capire e di capirmi ma non è altro che la sensazione di un istante, troppo breve per contare qualcosa, troppo intensa per essere ignorata.
Penso a chi mi sta attorno, a come altre vite abbiano incontrato la mia sfiorandola a volte, altre volte deviandone il suo corso con la forza irresistibile di sentimenti forse non compresi appieno ma vissuti con infinita passione.
Penso al passato con nostalgia e al futuro con speranza mista a timore. E' la paura di perdere ciò che più amo, la stessa maledetta paura che mi fa sbagliare così spesso costringendomi a comportarmi come non dovrei.
Penso alle opportunità che la vita offre ogni istante di ogni giorno, all'isitintività che mi ha fatto perdere la strada così spesso e che pure nelle scelte più importanti mi ha condotto sicura dove neanch'io sapevo desiderare di voler andare.
Questa finestra col suo piccolo scorcio di mondo fuori è metaforicamente una finestra su di me, sulle mie domande di sempre e sulle risposte che forse, col tempo, arriveranno.
ON AIR: Chromium - The Church
martedì 13 maggio 2008
Nuove conoscenze
Negli ultimi tempi la vita mi sta scorrendo davanti lenta, monotona. Non me ne lamento, per carità, è così solo perché io non voglio altrimenti, in questo momento la ripetitività è il mio anello salvagente. Però anche quando per un qualsiasi motivo rinunci ad essere protagonista e decidi di fare la comparsa per un po' può capitarti di fare incontri inaspettati quanto piacevoli.
Prendiamo ieri ad esempio, mi hanno presentato una ragazza; visto il preavviso minimo non ho potuto prepararmi per bene all'incontro ma ripensandoci ora non ce n'è stato bisogno e confesso che il merito di ciò non è mio (come al solito...).
E' difficile da credere, lo so, ma già dalla prima occhiata ho capito tante cose: innanzitutto, per non smentire la nomea che mi è stata ingiustamente attribuita, devo confessare che è davvero bella, in alcuni momenti mi ha ricordato un'altra giovane donna che conosco e per cui confesso di stravedere... il che è tutto dire!
Quello che sto per scrivere è forse anche meno credibile di quanto sopra ma giuro che a colpirmi di più è stato il suo sguardo, non sono sicuro di riuscire a spiegarmi ma è stato come se un piccolo nucleo scintillante di dolcezza nascesse dai suoi occhi per poi irradiare tutto il viso.
Ho avuto l'impressione che sia una ragazza piuttosto timida (tra simili ci si riconosce subito) ma forse era solo l'imbarazzo di avere a che fare con uno sconosciuto, però l'ho vista molto gentile, mi è sembrata simpatica, allegra e forse anche per questo mi è piaciuta sin dal primo impatto, istintivamente. In più conoscendo l'affetto che prova per lei chi me l'ha presentata e nutrendo in questa stessa persona una fiducia cieca, sono convinto che si tratti di una ragazza eccezionale.
Abbiamo parlato un po', a dire il vero ho parlato solo io però sono convinto che lei abbia ascoltato con attenzione. Le ho raccontato qualcosa di me, della mia situazione, dei miei timori e desideri, non volevo che si facesse una idea sbagliata, e le ho chiesto un favore.
Purtroppo però il tempo è tiranno e lei non abita più qui da qualche giorno. Quando ho saputo che era andata via e i motivi che l'avevano spinta così lontano mi si è stretto il cuore, magari non abbiamo avuto modo di conversare di tante cose ma sono comunque contento di aver fatto la sua conoscenza e le persone belle non si dimenticano mai!
Spero che nel posto in cui si è trasferita si trovi bene, mi hanno detto che il panorama è incredibile ed anche la compagnia è tutt'altro che malvagia!
Da quel che ho visto poi anche se non è fisicamente presente è come se ci fosse e sono convinto che sarà sempre così... l'immortalità vera è continuare a vivere nel cuore e nei pensieri delle persone a cui si è voluto bene e che ci vogliono bene.
Prendiamo ieri ad esempio, mi hanno presentato una ragazza; visto il preavviso minimo non ho potuto prepararmi per bene all'incontro ma ripensandoci ora non ce n'è stato bisogno e confesso che il merito di ciò non è mio (come al solito...).
E' difficile da credere, lo so, ma già dalla prima occhiata ho capito tante cose: innanzitutto, per non smentire la nomea che mi è stata ingiustamente attribuita, devo confessare che è davvero bella, in alcuni momenti mi ha ricordato un'altra giovane donna che conosco e per cui confesso di stravedere... il che è tutto dire!
Quello che sto per scrivere è forse anche meno credibile di quanto sopra ma giuro che a colpirmi di più è stato il suo sguardo, non sono sicuro di riuscire a spiegarmi ma è stato come se un piccolo nucleo scintillante di dolcezza nascesse dai suoi occhi per poi irradiare tutto il viso.
Ho avuto l'impressione che sia una ragazza piuttosto timida (tra simili ci si riconosce subito) ma forse era solo l'imbarazzo di avere a che fare con uno sconosciuto, però l'ho vista molto gentile, mi è sembrata simpatica, allegra e forse anche per questo mi è piaciuta sin dal primo impatto, istintivamente. In più conoscendo l'affetto che prova per lei chi me l'ha presentata e nutrendo in questa stessa persona una fiducia cieca, sono convinto che si tratti di una ragazza eccezionale.
Abbiamo parlato un po', a dire il vero ho parlato solo io però sono convinto che lei abbia ascoltato con attenzione. Le ho raccontato qualcosa di me, della mia situazione, dei miei timori e desideri, non volevo che si facesse una idea sbagliata, e le ho chiesto un favore.
Purtroppo però il tempo è tiranno e lei non abita più qui da qualche giorno. Quando ho saputo che era andata via e i motivi che l'avevano spinta così lontano mi si è stretto il cuore, magari non abbiamo avuto modo di conversare di tante cose ma sono comunque contento di aver fatto la sua conoscenza e le persone belle non si dimenticano mai!
Spero che nel posto in cui si è trasferita si trovi bene, mi hanno detto che il panorama è incredibile ed anche la compagnia è tutt'altro che malvagia!
Da quel che ho visto poi anche se non è fisicamente presente è come se ci fosse e sono convinto che sarà sempre così... l'immortalità vera è continuare a vivere nel cuore e nei pensieri delle persone a cui si è voluto bene e che ci vogliono bene.
sabato 19 gennaio 2008
Al tramonto mi sento un po' così
Nei giorni appena trascorsi affacciandomi alla finestra non vedevo altro che nubi minacciose. A volte la minaccia si compiva e piogge torrenziali piombavano giù facendomi ringraziare l'indolenza che mi sta tenendo chiuso in casa, altre volte il tamburellare delle gocce sui vetri diventava il sottofondo di malinconici giorni invernali, figli di rimorsi e ambizioni disattese, altre volte i presagi di "fulmini e tempeste" rimanevano in potenza e quei nuvoloni restavano ad osservare, eterni guardiani del tempo, gli affanni del mondo a cui fanno da tetto.
Oggi però appena alzatomi dal letto sono andato come ogni mattina ad aprire la finestra e mi ha piacevolmente sorpreso essere avvolto da un sole caldo, quasi primaverile. Ho abbozzato un sorriso mentre stringevo gli occhi per abituarli gradualmente alla luce e pensavo tra me e me "...finalmente!".
Nel momento in cui scrivo il cielo ha cominciato a colorarsi di delicate sfumature di rosso; è l'ora del tramonto, il momento in cui mi sento più calmo. Vedere le strade, i palazzi, gli alberi drappeggiati dagli ultimi raggi del sole morente mentre le prime luci delle case e dei lampioni si accendono timide mi fa sentire vicino all'essenza delle cose, piccola parte di un tutto ordinatamente disordinato.
Mi piace pensare che lassù, oltre questo cielo terso, ci sia Qualcuno che ci osserva con curiosità, che soffre dei nostri dolori (e per questo ammanta i cieli di grigio) e ride delle nostre gioie (e il suo sorriso ha lo stesso calore e colore di una mattina d'estate). Mi piace pensare che qualcosa stia cambiando.
Puoi attraversare il buio di una notte così lunga da sembrare eterna ma se hai la forza di accettare che l'universo si muova secondo le sue leggi, accantonando la presunzione di potergli mettere fretta e accettando di aspettare pazientemente, ci sarà sempre un altro giorno di sole...
Oggi però appena alzatomi dal letto sono andato come ogni mattina ad aprire la finestra e mi ha piacevolmente sorpreso essere avvolto da un sole caldo, quasi primaverile. Ho abbozzato un sorriso mentre stringevo gli occhi per abituarli gradualmente alla luce e pensavo tra me e me "...finalmente!".
Nel momento in cui scrivo il cielo ha cominciato a colorarsi di delicate sfumature di rosso; è l'ora del tramonto, il momento in cui mi sento più calmo. Vedere le strade, i palazzi, gli alberi drappeggiati dagli ultimi raggi del sole morente mentre le prime luci delle case e dei lampioni si accendono timide mi fa sentire vicino all'essenza delle cose, piccola parte di un tutto ordinatamente disordinato.
Mi piace pensare che lassù, oltre questo cielo terso, ci sia Qualcuno che ci osserva con curiosità, che soffre dei nostri dolori (e per questo ammanta i cieli di grigio) e ride delle nostre gioie (e il suo sorriso ha lo stesso calore e colore di una mattina d'estate). Mi piace pensare che qualcosa stia cambiando.
Puoi attraversare il buio di una notte così lunga da sembrare eterna ma se hai la forza di accettare che l'universo si muova secondo le sue leggi, accantonando la presunzione di potergli mettere fretta e accettando di aspettare pazientemente, ci sarà sempre un altro giorno di sole...
mercoledì 16 gennaio 2008
Ambra
Vi è mai capitato di avere la sensazione di non andare né avanti né indietro?
Oggi pensavo proprio a questo e per un attimo mi è balenata nella mente un'immagine, quella di una mosca intrappolata in un frammento d'ambra cristallizzata. Mi è sembrato che fosse il ritratto più esatto della giornata e mi sono mentalmente complimentato con me stesso.
Mi sento statico e per una volta non è una situazione che mi dispiace. Sono abituato, per mia natura, a vivere tra alti e bassi, in una lotta continua tra un estremo e il suo opposto. A causa di ciò mi lancio nelle cose a capofitto e, per quanto il rischio che possa farmi male è alto, sono convinto che il gioco, per un motivo o per un altro, valga sempre la candela.
Per questo riflettevo su come sia strana per me questa condizione di temporanea "inedia spirituale", strana e quasi appagante, sicuramente rilassante. Credo di poter dire che sto iniziando a fare ordine nella mia vita dopo un lungo periodo di caos. L'impresa non è semplice ma sono convinto di potercela fare.
Molto credo dipenda dall'avere accettato buona parte di quello contro cui ho lottato finora: tanto per dirne una, ci ho messo diversi mesi ma ho compreso che non posso escludere dalla mia vita persone per cui provo un affetto che va aldilà di quanto esprimibile attraverso questa pagina.
Tanto per farvi comprendere ciò che dicevo prima, in passato ho tentato, fedele alla filosofia del "tutto o niente", di escludere chi mi aveva ferito (prima di ricevere messaggi minatori, e sempre nel rispetto del diritto di veto, dico che lo so... niente di quello che di negativo è successo è stato cercato e voluto, quindi nessun problema) dalla mia vita, di odiarlo e conseguentemente di arrivare a cancellarlo. Col tempo ho capito che non ne sarei stato capace e questa semplice accettazione che prima mi faceva rabbia ora mi è di conforto. Sono ancora convinto che ci sia una buona dose di ingiustizia a monte degli eventi ma riesco dinalmente a dire che "non fa niente, doveva andare così".
Tirando le somme, non intendo più privarmi della presenza di chi mi fa sentire bene, ciò che pensano gli altri non mi è mai importato e non intendo certo iniziare a farmi condizionare ora, a rischio di infrangere qualche ordinanza restrittiva. Voglio prendermi quello che desidero e riprendermi quello che mi è stato sottratto, senza troppo clamore, con naturalezza e, come disse Ray Evans (no, non Cicciolina!) "Que sera, sera"...
Oggi pensavo proprio a questo e per un attimo mi è balenata nella mente un'immagine, quella di una mosca intrappolata in un frammento d'ambra cristallizzata. Mi è sembrato che fosse il ritratto più esatto della giornata e mi sono mentalmente complimentato con me stesso.
Mi sento statico e per una volta non è una situazione che mi dispiace. Sono abituato, per mia natura, a vivere tra alti e bassi, in una lotta continua tra un estremo e il suo opposto. A causa di ciò mi lancio nelle cose a capofitto e, per quanto il rischio che possa farmi male è alto, sono convinto che il gioco, per un motivo o per un altro, valga sempre la candela.
Per questo riflettevo su come sia strana per me questa condizione di temporanea "inedia spirituale", strana e quasi appagante, sicuramente rilassante. Credo di poter dire che sto iniziando a fare ordine nella mia vita dopo un lungo periodo di caos. L'impresa non è semplice ma sono convinto di potercela fare.
Molto credo dipenda dall'avere accettato buona parte di quello contro cui ho lottato finora: tanto per dirne una, ci ho messo diversi mesi ma ho compreso che non posso escludere dalla mia vita persone per cui provo un affetto che va aldilà di quanto esprimibile attraverso questa pagina.
Tanto per farvi comprendere ciò che dicevo prima, in passato ho tentato, fedele alla filosofia del "tutto o niente", di escludere chi mi aveva ferito (prima di ricevere messaggi minatori, e sempre nel rispetto del diritto di veto, dico che lo so... niente di quello che di negativo è successo è stato cercato e voluto, quindi nessun problema) dalla mia vita, di odiarlo e conseguentemente di arrivare a cancellarlo. Col tempo ho capito che non ne sarei stato capace e questa semplice accettazione che prima mi faceva rabbia ora mi è di conforto. Sono ancora convinto che ci sia una buona dose di ingiustizia a monte degli eventi ma riesco dinalmente a dire che "non fa niente, doveva andare così".
Tirando le somme, non intendo più privarmi della presenza di chi mi fa sentire bene, ciò che pensano gli altri non mi è mai importato e non intendo certo iniziare a farmi condizionare ora, a rischio di infrangere qualche ordinanza restrittiva. Voglio prendermi quello che desidero e riprendermi quello che mi è stato sottratto, senza troppo clamore, con naturalezza e, come disse Ray Evans (no, non Cicciolina!) "Que sera, sera"...
domenica 18 novembre 2007
Tempo di secca...
Ditemi voi se non vi fa venire la pelle d'oca... a me si, anche se l'ho ascoltata almeno un milione di volte, e questo dovrà pur significare qualcosa (a parte il fatto che fa freddo)...
| Here we are Stuck by this river, You and I Underneath a sky that's ever falling down, down, down Ever falling down. Through the day As if on an ocean Waiting here, Always failing to remember why we came, came, came: I wonder why we came. You talk to me as if from a distance And I reply With impressions chosen from another time, time, time, From another time. | Siamo qui Ipnotizzati da questo fiume, Tu ed io Sotto un cielo che continua a cadere giù, giù, giù Continua a cadere giù. Dopo aver attraversato il giorno Come se fossimo in un oceano Stiamo aspettando qui, Sempre senza riuscire a ricordare perchè siamo venuti, venuti, venuti: Mi domando perchè siamo venuti. Mi parli come se lo facessi da molto lontano E io ti rispondo Con sensazioni prese da un altro tempo, tempo, tempo, Da un altro tempo |
ON AIR: Brian Eno - By This River
domenica 14 ottobre 2007
Pensieri sparsi
Sono rimasto solo per qualche giorno finalmente, non che abbia problemi ma convivere con altre quattro persone non è di certo l'impresa più semplice del mondo.
Ne ho approfittato per tornare a qualche vecchia abitudine (come leggere qualche pagina nel primo pomeriggio nella speranza di riuscire a finire il libro che ho iniziato ormai un paio di mesi fa), per vedere qualche film degno di nota e qualche altro meno degno, per dare una pulita qua e là (ce n'è sempre bisogno!).
Soprattutto ho approfittato per recuperare nel silenzio tanti pensieri nati e abortiti per "cause di confusione maggiore"; così mi sono ritrovato uguale a prima e allo stesso tempo diverso.
Negli ultimi tempi forse ho dimenticato quanto valgo ma fortunatamente sto nuovamente prendendo coscienza di me.
Tutto scorre, il tempo smussa gli angoli... ma se i miei sbagli hanno portato, nonostante tutto, a questo risultato, allora sono contento di avere sbagliato!
Ne ho approfittato per tornare a qualche vecchia abitudine (come leggere qualche pagina nel primo pomeriggio nella speranza di riuscire a finire il libro che ho iniziato ormai un paio di mesi fa), per vedere qualche film degno di nota e qualche altro meno degno, per dare una pulita qua e là (ce n'è sempre bisogno!).
Soprattutto ho approfittato per recuperare nel silenzio tanti pensieri nati e abortiti per "cause di confusione maggiore"; così mi sono ritrovato uguale a prima e allo stesso tempo diverso.
Negli ultimi tempi forse ho dimenticato quanto valgo ma fortunatamente sto nuovamente prendendo coscienza di me.
Tutto scorre, il tempo smussa gli angoli... ma se i miei sbagli hanno portato, nonostante tutto, a questo risultato, allora sono contento di avere sbagliato!
domenica 9 settembre 2007
Passeggiate
Forse dovrei uscire, prendere un po' d'aria, aprire le porte di casa prima e quelle dentro me poi, magari va anche bene la stessa chiave. Forse dovrei uscire... ma per andare dove?
Sabato sera a casa?
Che palle! Che cosa da vecchi (che poi non diciamolo troppo in giro ma a me dei vecchi mi hanno anche preso per il culo perché non ero alla notte della taranta, e se avessero potuto vedere il mio sorriso un po' tirato avrebbero capito di aver toccato un tasto dolente... io volevo esserci eccome!!!). Sabato sera a casa, non avevo nessuna voglia di muovermi da qui, ho troppi conti in sospeso con me ed ho colto l'occasione per iniziare a regolarli.
Ma come, proprio di sabato?
Beh, è capitato, non ho mica aspettato apposta una intera settimana, che poi sabato qui non c'è mai nessuno e allora che fare? Scendere in città? Immalinconirsi davanti al mare, davanti ad amori ostentati, ad amori timidi e impacciati, ad amori vivi e vissuti? No, resto a casa a pensare pensieri senza fine, perché son fatto così (comoda come spiegazione, vuol dire tutto e niente, come sono fatto però ora non ho voglia di spiegarlo, magari ve lo dico un'altra volta dai) e ho bisogno di vivere ogni cosa in maniera grandiosa, quasi teatrale.
E stasera? Almeno stasera che è domenica uscirai, vero?
Non credo proprio, ho ancora tante belle immagini da rivedere, con la mente e con il cuore, e tanta tristezza da assorbire pensando a corpi amati in braccia altrui, e sogni da sognare, in cui i desideri sono realtà, in cui io sono solo un piccolo uomo ed ho accanto una piccola donna a cui sussurro "non avere paura di me" .
Dovrei senza dubbio uscire, altro che forse, però non lo farò, devo prima ritrovare me stesso... e magari anche le chiavi di casa.
Sabato sera a casa?
Che palle! Che cosa da vecchi (che poi non diciamolo troppo in giro ma a me dei vecchi mi hanno anche preso per il culo perché non ero alla notte della taranta, e se avessero potuto vedere il mio sorriso un po' tirato avrebbero capito di aver toccato un tasto dolente... io volevo esserci eccome!!!). Sabato sera a casa, non avevo nessuna voglia di muovermi da qui, ho troppi conti in sospeso con me ed ho colto l'occasione per iniziare a regolarli.
Ma come, proprio di sabato?
Beh, è capitato, non ho mica aspettato apposta una intera settimana, che poi sabato qui non c'è mai nessuno e allora che fare? Scendere in città? Immalinconirsi davanti al mare, davanti ad amori ostentati, ad amori timidi e impacciati, ad amori vivi e vissuti? No, resto a casa a pensare pensieri senza fine, perché son fatto così (comoda come spiegazione, vuol dire tutto e niente, come sono fatto però ora non ho voglia di spiegarlo, magari ve lo dico un'altra volta dai) e ho bisogno di vivere ogni cosa in maniera grandiosa, quasi teatrale.
E stasera? Almeno stasera che è domenica uscirai, vero?
Non credo proprio, ho ancora tante belle immagini da rivedere, con la mente e con il cuore, e tanta tristezza da assorbire pensando a corpi amati in braccia altrui, e sogni da sognare, in cui i desideri sono realtà, in cui io sono solo un piccolo uomo ed ho accanto una piccola donna a cui sussurro "non avere paura di me" .
Dovrei senza dubbio uscire, altro che forse, però non lo farò, devo prima ritrovare me stesso... e magari anche le chiavi di casa.
venerdì 20 luglio 2007
Ed io aspetto
"Siediti sulla riva del fiume e che aspetta di veder passare il cadavere del tuo nemico."
(Sun Tzu, "L'arte della guerra")
lunedì 16 luglio 2007
Ma che bel cielo
Fortuna che oggi c'è il sole, perchè sento che il mio "lato oscuro della Forza" sta prendendo il sopravvento. Anche quando non mi sento tranquillo vedere una bella giornata come questa mi fa tornare il sorriso, e per quanto appena accennato, delicato, fragile, sfuggevole, è pur sempre un sorriso! E' che quando guardi il cielo e vedi solo un telo azzurro che si stende all'infinito, e senti i raggi del sole come carezze sul viso ti chiedi come qualcosa possa andare male quando fuori è tutto così perfetto. Così un po' di quella perfezione ti entra dentro ed è come un balsamo, tornano i ricordi più belli e ti viene naturale socchiudere gli occhi, perchè la luce che li illumina è troppo forte per poter essere guardata direttamente, e pensi al futuro con un po' di ottimismo finalmente... forse non sei quello che credevi di essere ma hai sempre cercato di essere il migliore possibile (ed anche qualcosina in più), ed ora è ciò che più conta... 
P.S. Voglio ringraziare una persona (e spero capisca che mi sto rivolgendo a lei!!!) per avermi ascoltato pazientemente proprio ora che mi riesce così difficile esprimere quello che provo. Mi dispiace di aver fatto confusione con le parole, è tutta colpa delle mie zone d'ombra, però ho intenzione di cambiare prima o poi. Mi fido di te, l'ho sempre fatto perchè mi viene naturale e ora più che mai ne capisco il motivo... grazie grazie e ancora grazie!
P.S. Voglio ringraziare una persona (e spero capisca che mi sto rivolgendo a lei!!!) per avermi ascoltato pazientemente proprio ora che mi riesce così difficile esprimere quello che provo. Mi dispiace di aver fatto confusione con le parole, è tutta colpa delle mie zone d'ombra, però ho intenzione di cambiare prima o poi. Mi fido di te, l'ho sempre fatto perchè mi viene naturale e ora più che mai ne capisco il motivo... grazie grazie e ancora grazie!
giovedì 26 aprile 2007
Sarà per la prossima
Avevo voglia di scrivere qualcosa, tanta voglia davvero, ma non ce l'ho fatta. Ho abortito il post quando mi sono reso conto che non era questo il posto in cui lasciare uscire certe cose, e non è il modo in cui vorrei che certe persone le sentano.. non me ne vogliate, è un periodo un po' strano ma passerà.
Certamente passerà ma intanto sono arrabbiato e penso di averne motivo, sono fiducioso anche se non sono sicuro di averne motivo, sono preoccupato per diversi motivi, sono un leone in gabbia e aspetto che qualcuno o qualcosa venga a liberarmi, sono sordo perchè non mi va di ascoltare consigli saggi, sono muto perchè non mi va di parlare di cose che non sono parte di me da quando sono diventate me, sono cieco perchè non voglio guardare in faccia l'evidenza... sono un sacco di cose, eccetto quella che vorrei essere davvero.
Certamente passerà ma intanto sono arrabbiato e penso di averne motivo, sono fiducioso anche se non sono sicuro di averne motivo, sono preoccupato per diversi motivi, sono un leone in gabbia e aspetto che qualcuno o qualcosa venga a liberarmi, sono sordo perchè non mi va di ascoltare consigli saggi, sono muto perchè non mi va di parlare di cose che non sono parte di me da quando sono diventate me, sono cieco perchè non voglio guardare in faccia l'evidenza... sono un sacco di cose, eccetto quella che vorrei essere davvero.
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