Visualizzazione post con etichetta sentire. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sentire. Mostra tutti i post

venerdì 28 maggio 2010

Per te che non hai volto eppure sei così presente

Per le tutte le parole che abbiamo detto, che sono solo parole eppure a volte sono tanto concrete che le puoi toccare.
Per i sentimenti che non puoi ignorare.
Perché, soprattutto quando non ci credi, sei speciale.

Perché tu non smetta di credere in te finché c'è qualcuno che ha fiducia, ed io in te ci credo.

ON AIR: Depeche Mode - Precious

lunedì 18 maggio 2009

Del desiderio di avere sangue blu e altre fantasie

Salve a tutti, mi presento, sono V. [ogni riferimento a nomi o proprietari di blog realmente esistenti è puramente casuale] e sono un Principe Azzurro.

O meglio, lo ero. Si, perchè da ragazzo avevo un sogno, volevo una favola che parlasse di me, una favola che i papà avrebbero raccontato alle loro figlie prima di lasciarle addormentate a sognare un mondo di cui avrebbero potuto essere regine. Soprattutto, volevo una principessa da salvare e con cui poter vivere "per sempre felici e contenti". Per questo anni fa mi iscrissi all'Università delle Nobili Gesta, facoltà di principismo (nome stupido, pensavo, ma quel che importava era il risultato). A dispetto delle difficoltà mi laureai col massimo dei voti, corsi di galanteria, portamento, dizione, bacio romantico, tutti superati brillantemente.

All'epoca pensavo che il futuro sarebbe stato radioso, ma una volta fuori ho dovuto fare i conti con la realtà. Il mondo era pieno di principi di ogni colore (rossi, neri, verdi e chissà quanti altri), tutti con qualche potente santo in paradiso più di me. Le principesse sembravano essere tutte già prese ed io che sognavo un paese in cui splendesse sempre il sole e gli uccellini cinguettassero tutto l'anno ero riuscito a ottenere soltanto un impiego come principe CO.CO.CO. in un regno così piccolo che sembrava cercasse di soffocarmi.

Ciononostante non persi la speranza, ricordavo bene il mio sogno ed ero ancora ingenuo da credere che con costanza e buona volontà sarei riuscito a vederlo concretizzarsi. Così continuai a cercare, fino a trovare una principessa che sembrava in difficoltà. Ancora oggi mi chiedo come ho fatto ad essere così stupido, così cieco, saranno stati i suoi occhi dolci e profondi, chissà... sta di fatto che lei non aveva alcun bisogno di essere salvata ed io non me ne resi conto. Insistei, fui paziente, ci misi tutto me stesso, con l'unico risultato di rendere un mucchio di persone "infelici e scontente".

Il mio fallimento non passò inosservato; difatti al termine del mandato il mio contratto non fu rinnovato e mi ritrovai senza più un lavoro ma soprattutto senza quello che avevo da sempre voluto fare. Probabilmente avevo sopravvalutato le mie capacità, forse non era destino che diventassi un principe azzurro. Mi sentivo sconfortato, e solo... e più di tutto rimpiangevo la principessa che credevo mi avrebbe completato e reso felice. La sera, prima di addormentarmi, lasciavo che a cullarmi fossero i bei ricordi dei tempi andati, consapevole che durante la notte quelli brutti mi avrebbero svegliato di soprassalto.

Ma sapete come si dice, vero? Il passato è passato, e di sogni non si vive. Così ho venduto il mio cavallo per comprare un'incudine e ho deciso di diventare fabbro. E' un lavoro noioso, faticoso ma mi dà di che vivere e questo è più che sufficiente.

Questa è la mia storia, io sono V. e sono un ex-principe azzurro...



...ma nonostante tutto conservo ancora con immensa cura un vecchio baule, dentro c'è un vestito color turchese. A volte apro il baule e resto per un po' a fissarlo, con la speranza che un giorno tornerò a indossarlo...

ON AIR: Hammock - I can almost see you

giovedì 8 novembre 2007

E' arrivato l'Inverno

Giusto un paio d'ore fa guardavo fuori dalla finestra chiedendomi i motivi per cui mi sento così dannatamente malinconico.
Guardavo il cielo coperto, denso di nubi, minaccioso, quasi volesse richiudersi su sè stesso. E' una stupidaggine eppure sembra che il caldo e il freddo e il vento e la pioggia seguano l'andamento del mio umore.

Coincidenze. A guardare il mondo con gli occhi del caso il senso di ogni sforzo sfuma in inutili affanni; puoi costruire una vita intera con qualcuno e -per caso- scoprire che a quel qualcuno una vita con te non bastava e ha deciso di viverne una parallela con qualcun altro, oppure puoi affannarti alla ricerca di lei che non sai neppure se esiste, incontrarla -per caso- e ringraziare il fato... e maledirlo poco dopo perché hai scoperto che avete tempi diversi e che probabilmente sarà così sempre.

Ieri ho sentito una strana sensazione nascere in me: tutto è iniziato nel punto più profondo, il più oscuro -misterioso- lì dove nascono rabbia e amore e odio e delusione. Ero in collera per motivi così stupidi che non vale la pena ricordarli e avevo bisogno di mettere in chiaro alcune questioni. In casi come questi la pazienza non è tra le mie virtù e nell'impeto del momento ho parlato. Non so se tutto quello che ho detto è stato comprensibile e compreso, so solo che più andavo avanti più mi sentivo strano e ascoltere alcune frasi -vedere alcuni atteggiamenti- mi ha dato la piccola spinta che serviva per farmi perdere l'equilibrio.

Ho sentito un peso immenso addosso, ed era il peso delle parole che ho detto, di quelle che mi sono tenuto dentro, il peso di ogni singolo gesto, della leggerezza con cui ho affrontato questioni delicate, il peso dell'incoscienza con cui mi sono lanciato in situazioni più grandi di me, il peso degli atteggiamenti sbagliati nei confronti delle persone sbagliate, il peso dei ricordi e del desiderio che tutto andasse in maniera diversa, il peso delle lacrime e del dolore che esse rappresentano.

Ora mi sento stanco di combattere, svuotato di ogni volontà... fuori il cielo si colora di rosso come le guance di una timida amante, l'aria si sta calmando. Succederà lo stesso anche a me, quando avrò la forza -la voglia- di affrontare davvero i miei demoni.

domenica 14 ottobre 2007

Pensieri sparsi

Sono rimasto solo per qualche giorno finalmente, non che abbia problemi ma convivere con altre quattro persone non è di certo l'impresa più semplice del mondo.

Ne ho approfittato per tornare a qualche vecchia abitudine (come leggere qualche pagina nel primo pomeriggio nella speranza di riuscire a finire il libro che ho iniziato ormai un paio di mesi fa), per vedere qualche film degno di nota e qualche altro meno degno, per dare una pulita qua e là (ce n'è sempre bisogno!).

Soprattutto ho approfittato per recuperare nel silenzio tanti pensieri nati e abortiti per "cause di confusione maggiore"; così mi sono ritrovato uguale a prima e allo stesso tempo diverso.

Negli ultimi tempi forse ho dimenticato quanto valgo ma fortunatamente sto nuovamente prendendo coscienza di me.

Tutto scorre, il tempo smussa gli angoli... ma se i miei sbagli hanno portato, nonostante tutto, a questo risultato, allora sono contento di avere sbagliato!

giovedì 27 settembre 2007

Eziologia del tvb

Ci sono poche persone per cui provo un affetto tanto profondo da non poterlo dimostrare. A queste persone sarei disposto a dare qualunque cosa, per loro la mia disponibilità è totale. Da queste persone la mia vita non può prescindere.
Mi hanno chiesto come faccio a sopportare, a continuare a cercare, a non odiare; il punto è che non credo di essere capace di odiare qualcuno... credo che per ogni azione sia giusto cercare una motivazione, giusta o sbagliata non conta, conta riuscire a capire le pulsioni che hanno portato a determinati gesti piuttosto che parole (o magari commenti).
Vorrei poter spiegare anche le mie motivazioni, avanzare la mia difesa d'ufficio ma non c'è molto da dire: ho concesso la mia totale fiducia a ben poche delle persone che ho incontrato ed ho bisogno che queste persone mi stiano accanto giorno per giorno perché è grazie a loro che riesco a correggere la mia fallibilità.
Non odio perché ho compreso, ho accettato compromessi poco graditi e di questo sono stanco... specie adesso che sto cercando di cambiare.
Il processo di rinnovamento è lungo, faticoso, ad essere sincero in alcuni momenti non vorrei affatto cambiare, quei momenti in cui ti rendi conto che la parola "amico" ora come ora non ha poi molto senso... ma deve succedere, sta succedendo e continuerà così. Ho un grosso peso dentro e devo tirarlo via un po' alla volta e mi dispiace essere egoista ma non mi importa davvero quello che "gli altri" pensano. Io sono cambiato, i rapporti sono cambiati ma se ho voglia di parlare con qualcuno di cui ho stima e fiducia, del cui giudizio mi fido ciecamente, senza riserve, non posso pensare di dover prenotare un colloquio e rispettare tempi e modi come se fosse una visita dallo psicologo (visita di cui potrei aver bisogno tra l'altro).
Non mi importa cosa pensa chi guarda dall'esterno per il semplice fatto che è esterno e non può sapere e non mi importa dare l'impressione sbagliata dal momento che sono io a sapere qual è la verità.

Anch'io penso che non siamo amici, penso che difficilmente potremo esserlo in futuro... ma penso anche che nonostante ciò voglio che tu sia presente per nessun altro motivo che il bene sconfinato che ti voglio!

domenica 9 settembre 2007

Passeggiate

Forse dovrei uscire, prendere un po' d'aria, aprire le porte di casa prima e quelle dentro me poi, magari va anche bene la stessa chiave. Forse dovrei uscire... ma per andare dove?

Sabato sera a casa?
Che palle! Che cosa da vecchi (che poi non diciamolo troppo in giro ma a me dei vecchi mi hanno anche preso per il culo perché non ero alla notte della taranta, e se avessero potuto vedere il mio sorriso un po' tirato avrebbero capito di aver toccato un tasto dolente... io volevo esserci eccome!!!). Sabato sera a casa, non avevo nessuna voglia di muovermi da qui, ho troppi conti in sospeso con me ed ho colto l'occasione per iniziare a regolarli.

Ma come, proprio di sabato?
Beh, è capitato, non ho mica aspettato apposta una intera settimana, che poi sabato qui non c'è mai nessuno e allora che fare? Scendere in città? Immalinconirsi davanti al mare, davanti ad amori ostentati, ad amori timidi e impacciati, ad amori vivi e vissuti? No, resto a casa a pensare pensieri senza fine, perché son fatto così (comoda come spiegazione, vuol dire tutto e niente, come sono fatto però ora non ho voglia di spiegarlo, magari ve lo dico un'altra volta dai) e ho bisogno di vivere ogni cosa in maniera grandiosa, quasi teatrale.

E stasera? Almeno stasera che è domenica uscirai, vero?
Non credo proprio, ho ancora tante belle immagini da rivedere, con la mente e con il cuore, e tanta tristezza da assorbire pensando a corpi amati in braccia altrui, e sogni da sognare, in cui i desideri sono realtà, in cui io sono solo un piccolo uomo ed ho accanto una piccola donna a cui sussurro "non avere paura di me" .

Dovrei senza dubbio uscire, altro che forse, però non lo farò, devo prima ritrovare me stesso... e magari anche le chiavi di casa.

sabato 21 luglio 2007

Un altro giorno perfetto?

[...]
I'm holdin on

waitin for your call
it's simple but I can't explain this

I'm sinking down
I feel like I could die
I'm falling off
I don't know why

I still believe it when you say,
It's another perfect day
another perfect day.
I still believe it when you say,
It's another perfect day
another perfect day.
[...]


ON AIR: American HiFi - Another Perfect Day

venerdì 20 luglio 2007

Penso

Penso al mio passato e sono felice che sia stato così tranquillo, sereno, bello, ai miei fratelli, parte di me, un diverso modo di essere me, ai miei genitori e allo splendido lavoro che hanno sempre fatto con noi.
Penso a quello che ho scelto di fare della mia vita e sempre più spesso mi assale il dubbio di aver fatto le scelte sbagliate.
Penso che sia importante avere il coraggio di ammettere i propri errori e la forza di volontà di cercare di porvi rimedio.
Penso di non avere molta volontà in questo momento, però so di aver fatto tanti sbagli.

Penso che qualcuno mi abbia portato via quello che avevo appena trovato.
Penso di essere responsabile delle perdite subite... da me, da lei.
Penso che la ricerca sia stata faticosa ma mi abbia portato dove speravo di arrivare, ed è solo causa della mia innata mancanza di tempismo se il primo premio lo ha vinto qualcun altro.

Penso davvero tutto quello che le ho detto, perché quando gliel'ho detto la guardavo dritto negli occhi e non era facile.

Penso che non riuscirò mai a capire perché sento il bisogno della sua presenza, pur sapendo come mi fa sentire la conseguente necessaria assenza.
Penso a come ogni volta che la guardo vorrei costringermi a voltarmi e non ci riesco.
Penso che è inutile pensarci, che semplicemente è così e non può essere diversamente.

Penso a quando riuscirò a ripensare a tutto quello che ci è successo senza sentirmi sovrastato dallo sconforto, avvampato di gelosia, rabbia, odio, trafitto da delusione, rimorso, dolore.
Penso che non succederà presto e lo accetto; è giusto che sia così, altrimenti non sarebbe stato amore e l'unica cosa che mi consola ora è pensare al privilegio che mi è stato concesso, quello di amare davvero.
Penso che averla amata sia stata la scelta più giusta della mia vita... e sono sicuro di amarla ancora ogni volta che desidero non averla mai conosciuta.

Penso di avere un modo di ragionare contorto ma almeno è il mio modo di ragionare.
Penso che a volte lei mi confonde e quando lo fa non so davvero come comportarmi.
Penso a quando mi guarda e sorride, e quando lo fa è come se tutto il dolore non fosse mai esistito.

Penso che sia tanto difficile rendersi conto di quanto si è fortunati, che è troppo facile dare per scontata la presenza di qualcuno e che quando solo quando questo qualcuno si allontana ci si rende conto del vuoto che ha lasciato; ha dimenticato cosa stava trascurando, ha deciso di allontanarlo e ora torna vantando i suoi diritti?
Penso che mi abbia chiesto una cosa sbagliata e nonostante sappiamo entrambi che sia così, entrambi abbiamo un motivo per proseguire su questa strada... motivi diversi ma lo scopo è lo stesso, vederla sorridere ancora.

Penso di non dover essere io ad evitare di scrivere, piuttosto qualcuno potrebbe imparare a leggere e nel contempo imparare una volta per tutte a farsi i cazzi suoi.
Penso che non è giusto; la vita non si ferma davanti alle lamentele però io non sono la vita e ora ho bisogno di tirare un po' il fiato.
Penso che la vita è una vecchia puttana... ma quanto fascino ha!

Penso a ieri sera, alla sensazione di un istante, tanto effimera quanto potente, ad un sorriso solo abbozzato, involontario, spontaneo, alla certezza che la storia non è finita... mi ha preso alla sprovvista, ed è stato come se quel pensiero fosse una realtà ineluttabile; questo pensiero io lo tengo stretto, non mi illudo, non più ormai, ma lo tengo al sicuro comunque, protetto, perché per me conta più di quanto le parole possano esprimere.

Penso che sarà sempre con me, in me, e che comunque vadano le cose nessun'altra sarà mai come lei.

Penso che penso troppo, è il mio più grande pregio ed il peggiore dei miei difetti!

venerdì 13 luglio 2007

Aria

E rieccomi, ancora una volta torno a scrivere perchè è una delle poche cose che mi permette di tornare a respirare. Scrivo e ogni parola è una boccata d'ossigeno, scrivo perchè sento che i miei polmoni hanno bisogno d'aria per poter gridare, scrivo per dare voce alle ferite del cuore. Ultimamente non l'ho fatto spesso, complice uno stato d'animo del tutto particolare e la voglia disperata di non fermarmi a pensare a tutte le cose che mi hanno fatto male. Ultimamente sono stato troppo impegnato a constatare sulla mia pelle la verità delle parole di Sartre (un giorno spero di trovare il tempo e la voglia di trascrivere un piccolo passo de "La Nausea" che mi ha colpito molto), ultimamente sono stato troppo impegnato a vivere per rendermi conto di quello che stava accadendo.
Ora desidero solo fermarmi e provare a capire. Negli ultimi giorni mi sono trascinato qui e là stancamente, ho fatto cose che non mi andava di fare, ho avuto ingenue innocue discussioni, tutto per allontanare quello che più di ogni altra cosa avrei voluto vicino. Può ogni giorno che passa sembrare un mese? Puoi sentire di star solo sprecando tempo rincorrendo futilità? Può essere giusto tutto questo?
Damien Rice mi ripete "non posso staccare gli occhi da te, non posso smettere di pensarti" (perdonatemi la traduzione approssimativa), forse lui è stato in grado di cogliere l'essenza dell'amore, forse il problema è "solo" questo, per quanti sforzi possa fare il mio passato è ancora il mio presente. Ho guardato al cielo in cerca delle risposte alle mie domande, ho cercato una giustificazione alle azioni mie e di chi mi sta intorno. Mi sono chiesto come sia stato possibile per me arrivare al punto di dover recitare una parte. Mi sento un personaggio pirandelliano e per l'occasione ho indossato la migliore delle maschere, deciso a far finta di niente perchè non voglio più intromissioni nella mia vita, tanto chi merita di sapere (quelle due o tre persone, e sono anche generoso!) chiederà e di conseguenza saprà per bocca mia.
A volte penso che la colpa sia esclusivamente mia, anche se non è vero in un certo senso è consolante, mi aiuta a focalizzare l'attenzione su di me, a considerarmi come il principio e la fine del dolore... se sono stato io a causare il male posso impegnarmi per rimettere insieme i pezzi; altre volte mi sento privo di forza, senza volontà, e a sentire il cuore ridotto a brandelli mi convinco che anche mettendoci tutta la buona volontà non riuscirò mai a farlo tornare com'era prima, e così mi sento malinconico.
Nonostante tutto rimango convinto di averci visto giusto, non è stato un caso a farci incontrare perchè non è per caso che ti si presenta davanti al naso quello che cercavi.
Innamorarsi è bello, difficile, doloroso ma non è mai sbagliato.

lunedì 18 giugno 2007

Al passato, al presente, al futuro... insieme!

Ultimamente sono stato assente dal blog ma non avevo troppa voglia di mettermi a scrivere. Sono successe tante cose, non tutte piacevoli, e assieme alla tranquillità ho abbandonato anche questo mio angolo di pace.
Oggi però è diverso, oggi ho un ottimo motivo per tornare a scrivere e quel motivo è la mia bella siciliana. Certo che ne è passato di tempo, vero bella mora? Sembra ieri che ci siamo conosciuti ed invece sono passati giorni, settimane, mesi. Ti ho incontrata per caso ed eri una ragazzina piena di voglia di vivere, allegra, luminosa come il sole della tua terra, trasparente come il mare che ci separa, e ti ho vista crescere giorno dopo giorno; ti ho vista sorridere e ho sorriso anche io, ti ho vista stare male e sono stato male per te, perchè mi sono sentito inutile... non potevo aiutarti a cancellare il dolore e non sapevo come farti tornare a sorridere. Nonostante questo non hai avuto bisogno di me, ho scoperto la forza nascosta dalla dolcezza e sono stato fiero del coraggio con cui hai preso le tue decisioni e hai affrontato delusione e dolore. Ma soprattutto sono stato felice di vederti sorridere di nuovo, di sapere che eri di nuovo serena e pronta ad andare avanti; probabilmente ci saranno ancora periodi bui però se dovessi avere bisogno io ci sarò, e poi ormai so che hai grinta e coraggio da vendere!
Ma si sa, la vita non è tutta rose e fiori, ed avere a che fare con me è impegnativo. Abbiamo avuto qualche discussione ma in fondo sapevo che prima o poi sarebbe dovuto succedere, perchè mi stavo affezionando tanto e il fatto che fossi tanto distante, il non poterti dimostrare fisicamente quanto tengo a te per me era un grosso limite. Così è uscito fuori il mio lato impulsivo, cocciuto, testardo, arrogante ed è stato inevitabile allontanarci. Mi sono sentito arrabbiato, incompreso, forse anche un po' abbandonato, senza rendermi conto che ero stato io a spingerci verso quella situazione. Non poteva finire così però, lo sapevamo entrambi e nonostante tutto il destino ci ha spinto di nuovo uno verso l'altra, e quando è successo mi sono sentito sollevato perchè, come già ti ho detto una volta, la cosa migliore che può succederti quando perdi qualcosa di prezioso è ritrovarlo.
Avrei voluto che la situazione fosse diversa, che fossimo più vicini, mi sarebbe piaciuto abbracciarti quando ne hai avuto bisogno, ringraziarti per quello che hai fatto per me, per come mi hai aiutato ad essere migliore, e spero di poterlo fare un giorno, chissà!
C'è però una cosa che voglio dirti, forse non è molto ma ci tengo, hai un posto speciale nel mio cuore... e a dispetto del tempo che passa rimarrai sempre la mia bimba preferita!!!

Ti voglio bene,
Tru

domenica 27 maggio 2007

Casinò... o casìno?

"E non soltanto più tardi, ma già in quel momento stesso, mentre stavo ancora giocando, sentivo tutta la profondità di quel simbolo, vedevo nel giuoco l'immagine della vita, dove le cose vanno allo stesso modo, dove un'imperscriutabile irrazionale intuizione ci dà in mano i più potenti incantesimi, scatena le più grandi energie, dove, all'indebolirsi dei buoni istinti, si insinuano la critica e la ragione, che per un po' di tempo si destreggiano e oppongono resistenza, finchè in ultimo succede quel che deve succedere, senza che noi c'entriamo affatto, sopra la nostra testa."
(Herman Hesse, La Cura)

Ma allora la vita è un gioco e come tale devi prenderla, senza programmarla, organizzarla, progettarla, senza illuderti di  poterla  capire, perchè se inizi a riflettere sui motivi per cui succede quello che succede sei già stato sconfitto, e niente potrà restituirti quello che ti è stato tolto senza che neppure te ne rendessi conto.
(RuB, Un ex foglio bianco come tanti altri)



P.S. lo so che Hesse è più bravo, ma è competendo con i grandi che ci si migliora (e comunque bugia, non sono in competizione con Hesse, ci manca solo questo!!! )

domenica 29 aprile 2007

Siamo una canzone...

Che sensazione strana... ascolti una canzone e la senti sottopelle, ti scuote, strappa via un pezzo di quello che sei, ed è come se l'avessi scritta tu, come se ogni singolo pensiero avesse deciso di prendere vita e diventare musica e parole. E' successo non molto tempo fa per diversi motivi con gli Afterhours, succede ora di nuovo per altri motivi (che forse altri non sono) con i Marlene Kuntz... brani scoperti per caso, ma quando li senti addosso come un vestito tagliato su misura forse un caso non è...


QUELLO CHE NON C'E' (Afterhours)
Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è
Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c'è

NUOTANDO NELL'ARIA (Marlene Kuntz)
Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo momento
è la tua pelle ciò che sento nuotando nell'aria.
Odori dell'amore nella mente dolente, tremante, ardente:
il cuore domanda cos'è che manca
perchè si sente male, molto male, amando, amando, amandoti ancora.

Nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
nuotare nell'aria per immaginarti: se tu sapessi che pena.
Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro
l'aria è più nebbia che altro

E' certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile, dovresti credermi,
sentirti qui con me perchè tu non ci sei.
Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,
anche una lacrima, per pochi attimi.
Mi piacerebbe sai...

mercoledì 11 aprile 2007

And it's you

[...]
And it's you when I look in the mirror

And it's you when I don't pick up the phone
Sometimes you can't make it on your own
[...]