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giovedì 23 agosto 2012

L'evoluzione

Sono uno che sbaglia spesso. Altrettanto spesso persevero, ripetendo all'infinito la stessa sequenza di passi che manda tutto a catafascio; c'è una sorta di predeterminazione nei miei modi di reagire, un partire per la tangente che ancora non ho imparato a controllare.

A volte però succede che impari dai miei errori, raramente ma succede.

Allora provo ad adattarmi alla consapevolezza appena raggiunta, di assimilare i perché e i percome, e di costruire un modello su cui plasmare le reazioni future. In pieno stile darwiniano mi adatto, evolvo la mia specie sperando di sopravvivere più tranquillo.

Però se poi mi rompono i morbidoni le possibilità sono due: o sbotto con annesso assortimento di maleparole accuratamente conservate per le occasioni speciali o mi chiudo in un ostinato mutismo volto ad evitare gli smadonnamenti di cui sopra.

Il senso di tutto ciò? Nessuno, ma tanto qui comando io e faccio come mi pare.

ON AIR: Coldplay - Everything's not lost

giovedì 18 agosto 2011

Le tue (mie) parole fanno male (quando non le capisci)

Che poi io ci penso e ci ripenso, e ci riripenso, e ririripenso, e così via. E la conclusione a cui giungo è sempre la stessa: "magnatavèlla n'emozione!"

ON AIR: Lucio Battisti - Prendila così

giovedì 23 aprile 2009

Del bisogno di cambiare e di altre debolezze

Un uomo di rabbia.

Che si lascia infastidire da quello che non può controllare e ancora di più da quello che egli stesso provoca.

Che crede in alcune cose e cerca di convincersi che in realtà non la pensa così.

Che ogni volta che affronta i suoi demoni ne esce irrimediabilmente sconfitto.

Che vorrebbe fare 1000 ed è così stanco e disilluso da riuscire a malapena a fare 10.

Che si domanda se c'è un senso, e quando il senso lo trova si domanda qual è il senso di quel senso.

Che prova sensazioni e non le butta fuori per paura che, e quando invece non prova nulla vorrebbe sapere dove sbaglia.

Che non è cattivo e invece dovrebbe, che non è insensibile e invece dovrebbe, che dice di lasciarsi scivolare le cose addosso e lo vorrebbe... ma all'atto pratico non ci riesce.

Che si comporta come un asociale perché è stanco della "socialità" che lo circonda.

Che scrive parole che poi non ha voglia di rileggere e che non pronuncia parole che vorrebbe urlare forte.

Che fuori cerca di essere comprensivo e presente anche quando dentro è vuoto e freddo.

Che si chiede come sta, univoco, perché un pensiero lì c'è sempre.

Che non ha più voglia di.

Che stringe i pugni troppo spesso.

Che si pente di tutti i suoi sbagli, ma di uno proprio no, non ce la fà davvero.

Che ancora immagina ciò che non sarà e si chiede cosa ne sarà... di lui... e del resto.

Che uomo è un uomo di rabbia?

ON AIR: Pino Daniele - Voglio di più


[...]
Io che ho visto un uomo

e una campana
stare insieme a gridare per ore
io che ho visto il mare
oggi sono stanco
[...
]

venerdì 10 aprile 2009

Tremiti

Un terremoto.
Un bella scossa per ricordarci che qui non siamo noi i padroni, che siamo solo affittuari e spesso neppure troppo graditi.

Un tremare e crollare per scoprire la solidarietà e il rispetto? Per rispetto non viene mandato in onda il "Grande Fratello", per rispetto nascono decine di gruppi sui siti di social network ed io mi chiedo: ci sono persone che hanno perso la casa, che hanno visto la propria vita crollare e ridursi in frammenti come i palazzi da cui sono miracolosamente riuscite a scappare, ci sono persone che hanno perso amici, familiari... qualcuno pensa davvero che si preoccupino se il "Grande Fratello" viene trasmesso o meno? O pensano che siano tutti lì a collegarsi ad internet per iscriversi ai gruppi di facebook che esprimono "solidarietà per le vittime della catastrofe" etc. etc.? Pensate davvero che le persone che ora vivono in accampamenti di fortuna si preoccupino se voi accendete delle candele e le tenete vicino alla finestra per una notte? Non vi sembra una cosa priva di senso? Serve forse ad acquietarvi l'anima e permettervi di dormire più sereni "perché vedete? io ho acceso una candela, non sono mica un insensibile!".

Io non ho ceduto, non mi sono iscritto a gruppi di sostegno virtuali, non ho listato a lutto la mia pagina, non perché non abbia a cuore quel che è successo bensì perché mi sembrano gesti così stupidi... così inutili. Ho pregato per chi non c'è più e per chi è rimasto (qualcuno potrebbe dirmi che anche questo è stupido ed inutile e forse non ha tutti i torti). Ho seguito e ammirato gli sforzi di chi si sta impegnando per dare una mano, professionisti, volontari, gente comune. Ho cercato di immedesimarmi in chi è rimasto, in chi è sopravvissuto e mentre lo facevo ho provato una sensazione di perdita tanto intensa da farmi venire le lacrime agli occhi.

Così ho realizzato che ciò che ho perso io al confronto è nulla, ma se mi ha fatto così male allora quello che provano queste persone deve essere una sorta di inferno in terra. E mi sono detto che non è giusto, è stato un grido muto che è venuto fuori dall'animo. E' questo il risultato di tanti errori? Ci saranno indagini che probabilmente non lo stabiliranno mai (siamo pur sempre in Italia, no?). Ci sono vite che sono cambiate, che non saranno mai più come prima.

C'è la mia vita che non è più come prima... rubando una frase a una canzone "non può essere mai come ieri" e non la forza con cui lo desideri non cambia certo la realtà.

Per tutti i sogni, grandi e piccoli, che la vita ha infranto...

ON AIR: XTC - Dear God



[...]
...sorry to disturb you,
but I feel that I should be heard loud and clear...
[...]

lunedì 16 marzo 2009

Ma 'ndo vai (se la banana non ce l'hai): cronaca di una morte annunciata (e di una resurrezione prospettata)

E' un attimo.

Inevitabilmente succede quando non te lo aspetti. Sei lì che ti godi il calore del sole pensando che forse si, forse finalmente sta arrivando la primavera e i prati stanno tornando a colorarsi di chiassose macchie di gente e forse il peggio è passato.


Poi però succede.

Ti fermi, i piedi inchiodati a terra, le gambe che sembrano pesare tonnellate, neanche fossero di piombo. Sciopero dei muscoli che non vogliono accondiscendere al desiderio di un cervello stanco e disperato, stressato e fin troppo stretchato, di allontanarsi il prima possibile, il più in fretta possibile.

In un attimo.

Il tempo di rendersi conto di chi sei e dove sei. Fare mente locale, focalizzare, vedo quel che vedo o è lo scherzo poco divertente di una mente sull'orlo di una crisi di nervi? Gli occhi saettano a destra e a sinistra cercando una via d'uscita alternativa che non c'è. Ormai ci sei dentro, una volta attraversate le forche caudine non c'è modo di voltarsi e tornare indietro. "E' una trappola, ragazzo, e tu ci sei cascato con tutte le scarpe!". E tu vorresti essere invisibile, al diavolo i sogni e le speranze di una vita, ora desideri unicamente essere Harry Potter, ti basterebbe anche essere solo un suo amico, perché se gli amici si vedono nel momento del bisogno ora hai un fottuto bisogno di quel fottuto mantello magico e di far finta di nulla;  invece invisibile non sei, occupi spazio, sei materia che si muove, carne, ossa, muscoli e nervi, cuore che batte così forte da pensare che chi ti sta intorno, sentendo il rumore di rullante, si giri a fissarti quando passi.

Farsi coraggio, che ci vuole?

Più semplice a dirsi che a farsi, ormai però sei stato individuato e agganciato, bersaglio (im)mobile, così facile da colpire che dopo un po' non dà neanche più soddisfazione. "Ormai è andata" pensi, "sii più indifferente che puoi, fai finta che non ci siano tutte queste persone... ma perchè non vanno a fare quello che devono fare?!?".

Un passo alla volta.

Senza fretta, e respira, accidenti! Tra i mille pensieri confusi ne spunta fuori uno, il più improbabile, e ti vedi mascherato come a Carnevale, uno schiaccianoci gigante capace di rompere una noce senza difficoltà tanto forte stai stringendo i denti. Assurdo? Si, ma almeno hai deviato l'attenzione e la tensione dalla situazione, mica poco!


E sorridi, santo Dio! Non sei mica a un funerale!!!

Vero, inserire tra le cose da fare nel prossimo secondo "stamparsi in faccia un bel sorriso". Ecco, così va bene... piuttosto forzato ma vista la situazione non ti si può certo chiedere di più. Vai ora, da bravo, saluta, sempre educato, pensa cosa direbbe mamma se sapesse che non ti comporti come ti ha insegnato.

Cammina, continua a camminare.

E stacca quegli occhi altrimenti tutta questa messinscena a cosa serve? Non guardare così, ti si legge come un romanzo giallo di seconda categoria, di quelli che sai già chi è l'assassino prima di leggerlo, a volte prima ancora di aprirlo! Dì qualcosa ma tieniti sul vago, anche se per la testa ti passa un'unica frase come se avessi attaccato alla fronte un display a led a scorrimento, "voglioandareviavoglioandareviavoglioandarevia!". Biascichi qualcosa del cui significato non sei del tutto convinto, che figura da cioccolataio!

Prima regola, non voltarsi indietro.

Anche se vorresti farlo, anche se le cose intelligenti da dire e quelle eclatanti da fare saltano su giusto un attimo dopo quello giusto. Non si torna indietro, stavolta no. Chiudi tutto a chiave, almeno due mandate grazie. Libera il pensiero, se oggi fà male domani ne farà meno. Torna fuori, lo vedi? Il sole è ancora lì.

venerdì 5 dicembre 2008

Magari le frasi di circostanza a volte non sono solo frasi di circostanza.

Magari quando si è combattuto tanto contro i mulini a vento si perde davvero il contatto con la realtà e Sancho sembra solo un grottesco buffone.

Magari "nessuno sarà mai come" è il fottuto, angosciante, perverso, sbagliato pensiero ricorrente anche di qualcun'altro.

Magari lo so che ad ogni rifiuto, ad ogni gesto indifferente, ad ogni sms senza risposta è come se ti stringessero il cuore così forte da mandare il sangue dritto al cervello come un colpo di pistola, però magari continuare ad insistere e a sperare non ha davvero più senso.

Magari un muro non è un muro, magari è il frangiflutti di chi per troppe volte ha lasciato che mari in tempesta lo annegassero ed ora vorrebbe navigare tranquillo per un po', per ritrovare la forza, per ritrovare la voglia.

Magari qualcuno non è così stupido da non capire che ne varrebbe la pena e ciononostante semplicemente non ci riesce. Magari ne avrebbe voglia ma non riesce a fingere, non vuole fingere. Magari è stupido e sbagliato ma cerca solo di essere se stesso. Magari non trattiene nulla, semplicemente qualcosa manca.

O magari non ho mai capito nulla... e continuo a non capire.

venerdì 14 novembre 2008

Stop

Avete mai pensato che se non chiedo consigli probabilmente è perchè non voglio consigli?
Parlare è così facile, specie quando l'argomento è qualcun altro, e questa semplicità nello spargere parole è legata alla conoscenza scarsa, superficiale, di ciò su cui ci si sta pronunciando.

Non credete che io abbia una testa e sia capace di usarla? Credo di aver dato dimostrazione, spesso se non sempre, di avere il grado di raziocinio necessario a sviluppare un pensiero coerente e sensato anche da solo, quindi non vedo davvero la necessità di queste continue imbeccate.

Se non affronto un argomento semplicemente non mi va di farlo, la mia vita, i miei rapporti con le persone, sono questioni che riguardano me e queste persone. Posso decidere di raccontare alcune cose perchè credo che un esempio concreto valga più di tanti discorsi astratti, come posso decidere di non farlo. Spesso non lo faccio, quasi tutti siete a conoscenza di frammenti, perlopiù marginali, di quello che ho per la testa e delle mie esperienze.

Quindi come credete di poter esprimere un giudizio? Come pensate di poter dire "guarda che dovresti fare questo e questo e questo". State svilendo la mia intelligenza, non pensate che tutte le considerazioni che a voi sembrano così giuste da spacciarle al resto del mondo come piccoli dogmi personali io sia in grado di farle anche da solo?

Quello che davvero non sopporto è che nonostante mi sforzi in ogni maniera di far comprendere alla gente quanto sia sbagliato, ciò che dico viene sempre, invariabilmente, interpretato, e tra l'altro interpretato con superficialità.

Non potete esprimere giudizi nè dare consigli, anche se in buona fede (voglio crederci e apprezzare comunque per questo il gesto). Non sapete che dietro ogni parola ci sono mille pensieri che si intrecciano e si separano, non potete conoscerli, non voglio che li conosciate! Lascio questo piccolo spiraglio aperto perchè tutto sommato ho piacere a scrivere qui, sento che mi fa bene, è ogni volta come se mi togliessi un macigno dalle spalle ma, e spero di ripeterlo per l'ultima volta, io sono molto più di queste parole!

Se ora non sono come vorreste non cercate di convincermi che sono sbagliato... forse un giorno cambierò o forse no, in ogni caso sarà una mia scelta, autonoma e di cui mi assumerò le responsabilità, come ho sempre fatto. Lasciatemi respirare.

ON AIR: Guano Apes - Open your eyes

sabato 25 ottobre 2008

Essere, voce del verbo -

E se fossi io ad aver sbagliato tutto?

...sempre, da sempre...


Non sono quello che volete, non posso esserlo e sono stanco di provarci.

...scortese, incostante, sarcastico, stronzo...


Tutto quello che dico non è creduto, o è male interpretato.
Tutto quello che faccio urta la sensibilità di qualcuno.

...non capisci...

Parole che feriscono, perché io ora non sono forte, non abbastanza, ed è come se chiunque passi voglia gettare uno sguardo distratto, senza fermarsi ad osservare... vedere non equivale a capire. Guardate giù, in fondo agli abissi più scuri, ma solo se non temete che una crisi di vertigini vi faccia perdere l'equilibrio.

...ossessioni, rimorsi, una fiamma che avvampa più forte quando pensi che ormai sia sopìta...

Basta, io sono questo, nel male che mi rinfacciano e nel bene che in pochi vedono, e non voglio cambiare nè continuare a smussare me stesso in funzione degli spigoli di chiunque altro.
Sono i miei pensieri, le mie parole, i miei gesti, e non permetterò a nessun altro di portarmeli via.


ON AIR : Audioslave - Be Yourself

martedì 7 ottobre 2008

SI

Sarebbe stata la mia risposta... se mi avessi chiesto...

 "Sei innamorato di me?"
Si... mi sono innamorato di te, di mille particolari di te. Dei tuoi occhi, del sorriso, delle mani, di quel misterioso sapere, sempre, dove accarezzarmi, del tuo accenderti improvviso, di infinite altre cose ancora.

"Vorresti baciarmi?"
Si... l'ho desiderato come niente altro prima. Non volevo che si capisse ma non riuscivo a trovare la maniera per nasconderlo. Ed ogni volta era come se il prima non fosse esistito e il dopo non avesse importanza, ogni istante era solo quell'istante, e i desideri, le preghiere, nascevano e morivano lì, sulle labbra, come farfalle, pochi splendidi battiti d'ali prima di svanire.

"Secondo te sono bella?"
Si... e l'ho sempre pensato, già da prima che divenisse scontato sentirlo pronunciare dalle mie labbra. Sei bella perché potrei guardarti all'infinito senza annoiarmi. E' bello ciò che tutti possono vedere ed ancor di più quello che tieni nascosto dentro.

"Credi davvero che dovremmo stare insieme?"
Si... ne ero (ne sono?) convinto e non so spiegarti quale sia il motivo. Ho provato a trovare giustificazioni razionali e poi a demolirle, perché alcune cose restano solo bei sogni. Nonostante tutto non ho mai avuto dubbi, sentivo che era così con una forza e una sicurezza che non avevo mai provato prima, non potevo fare a meno di credere a una sensazione così forte. Su alcune cose non ci si sbaglia.

"Pensi davvero che dovrei correre il rischio di ricominciare tutto daccapo con te?"
Si... penso che avremmo potuto provarci. Sono assolutamente certo che ne sarebbe valsa la pena. Non serve aggiungere altro, hai guardato i miei occhi, sai che non ho mai pronunciato frasi del genere con leggerezza.

"Mi ami?"
Si... sei stata la prima e l'unica a cui avrei -ho- risposto di si, anche se la reazione non è stata quella che speravo. Anche se ha significato splancare ogni porta, abbandonare qualsiasi tipo di difesa, offrirmi completamente senza più possibilità di trovare rifugio. Si, si e ancora si.

"E davvero mi hai amato così tanto da star male?"
Si... forse a voler tirare le somme sono state più le volte in cui ho sofferto per te di quelle in cui mi hai fatto sentire bene, ma quando ci sei riuscita... ti dico solo che non cambierei quei momenti per niente al mondo, e se il prezzo da pagare è stato un lungo periodo di buio in cui ho sentito il cuore lentamente spegnersi, allora voglio solo dirti che non mi importa, ne è valsa la pena!

"E' vero che il ricordo non va via?"
Si... ho cercato di cancellarlo solo per scoprire che non mi era possibile. Così a volte ritorna, con una fitta al cuore, ed è come se non fossero passati che pochi giorni. Presto o tardi la polvere coprirà i ricordi di questi anni, solo tu resterai intatta, immacolata.

"Mi hai odiato?"
Si... e no... a volte avrei desiderato esserne capace, a volte lo desidero ancora. Ho provato tanta rabbia, perché non capivo, perché avevo l'impressione che tu non volessi capire. Nonostante tutto non sono mai riuscito ad odiarti. Per l'importanza che hai avuto e che hai ancora, per tanti motivi che non so spiegarti.

"Mi avresti sposato?"
Si... del resto te l'ho chiesto, ed anche se si scherzava so che il vero me, quello che resta nascosto in un angolino nascosto per paura di essere deriso, illuso, abbandonato quando non serve più, non avrebbe desiderato altro dalla vita. Avrei portato all'altare il mio grande amore, avrei mai potuto dirle di no?

"Rinunceresti a tutto per me?"
Si... se me lo avessi chiesto lo avrei fatto, senza pentimenti, senza remore. Ogni sacrificio sarebbe stato un piacere se avesse potuto avvicinarmi a te. Perché io so qual è il tuo reale valore e niente al mondo ha più importanza.

"Rinunceresti a me?"

Si... me lo hai chiesto. Ed io l'ho fatto.

ON AIR: Anna Nalick - Breathe (2AM)

domenica 1 giugno 2008

Lavoro da cuore

La mia vita è faticosa. Sono un cuore e lavoro ventiquattro ore su ventiquattro, mai un giorno di ferie o una mezz'ora per prendere un aperitivo assieme agli amici reni. E' un lavoro impegnativo, oserei direi che ho un ruolo vitale nell'organigramma aziendale ma non vorrei peccare di presunzione. E' dura ma, come sempre accade a chi ha grandi responsabilità, a volte ottengo anche grandi soddisfazioni.
Ad esempio, prendiamo qualche giorno fa, credevo di dover trascorrere una giornata di normale amministrazione e invece c'è stato di che sudare.

Il capo si è alzato piuttosto tardi, la sera prima avevamo fatto un po' tardi, dunque buona parte della mattinata è stata piuttosto tranquilla; le cose sono iniziate a farsi complicate subito dopo le solite faccende quotidiane, colazione, abluzioni mattutine eccetera. D'improvviso ho dovuto rispondere a un accenno d'ansia accelerando un po' il battito... niente di particolare ma dopo un paio di impennate di ritmo ho iniziato a chiedermi cosa stesse succedendo, così ho chiesto un po' ai miei vicini e mettendo insieme i vari brandelli di informazione (sono un cuore molto intuitivo!) ho capito che il motivo era lei. Il capo aspettava di andarla a trovare, strano che non lo abbia capito subito, eppure in passato è successo spesso che lei moltiplicasse il mio lavoro, dovrebbe pagarmi gli straordinaridi cui è causa!

La situazione si è stabilizzata fino a che non siamo usciti di casa, e da li è stata una progressione costante lungo tutto il tragitto... passo, battito, passo battito, passo, due battiti, passo, tre battiti... ad un certo punto mi sono sentito un treno lanciato a tutta velocità ed il capo deve essersene accorto perchè ha tirato un paio di respiri profondi lasciandomi il tempo di riacquistare un'andatura più o meno regolare. Peccato che la quiete non sia durata granché!

Dovete infatti sapere che ogni volta che il capo la vede non riesce più a controllarsi e a controllarmi... cerca di fare lo spavaldo o l'indifferente ma so io che succede qui dentro!!! I muscoli entrano tutti in tensione, lo stomaco sobbalza, i polmoni cercano di inspirare quanta più aria possibile e io, povero cuore costretto a pompare sangue dapperttutto con tutta la forza di cui sono capace per evitare che il capo svenga come una femminuccia.

Non so davvero cosa il capo veda in lei, fino a non molto tempo fa erano problematiche per me tanto la sua presenza quanto la sua assenza; oggi per fortuna sembra che il boss abbia trovato una certa capacità di autocontrollo; cionostante ogni volta che sta vicino a lei il mio lavoro aumenta, e non sempre per agitazione o nervosismo. Un sentimento molto forte lega il mio capo a questa ragazza, si capisce da come batto per lei, diversamente da come batto per chiunque altro.

A volte mi chiedo cosa fa il suo cuore e mi sorprendo a desiderare che almeno per una volta pulsi all'unisono con me.

sabato 12 aprile 2008

Tutto ritorna

Ho ancora un grosso peso dentro, un macigno che schiaccia la mia volontà. Così involontariamente non riesco a fare a meno di tornare a pensare a lei.
Ho combattuto contro desideri che volontariamente ignoravo una battaglia che mai avrei potuto vincere.
Le ferite bruciano troppo, dolore ancora più intenso quando tenti di cicatrizzarle, a tratti insostenibile, tanto che vorresti morire... ma mi accorgo che sto già morendo, dentro, oceano di candele che il vento di ogni nuovo giorno spegne con la delicatezza di una ineluttabilitàsofferta e sofferente.

E so che solo una persona sarebbe in grado di riaccenderle... certezza che spaventa in quanto figlia di riflessioni amare. Ore con la testa tra le mani a chiedermi se tutto questo avrà mai fine, se continuare a lottare ha senso, implorando il dolce abbraccio di un oblio temuto, si, ma troppe volte altrettanto intensamente desiderato.

Ho un demone in corpo che morde e graffia, dilaniando residui di ciò che ero, bramoso di distruggere ciò che sono. Delitto e castigo ma da tempo la pena ha smesso di essere commisurata al reato...

ON AIR: Afterhours - Pelle

venerdì 21 marzo 2008

Buona Pasqua

Guardavo le date degli interventi sul blog e mi sono reso conto che è da un po' che non scrivo nulla. I post si sono diradati e non ho ancora deciso se è un bene o un male. Nei tumulti emotivi degli ultimi tempi queste pagine hanno rappresentato un porto franco, le mie stanze private in cui sfogare preoccupazioni e malumori, il luogo dove i pensieri divenivano parole che potevo leggere, rileggere e analizzare in maniera più critica.

Ora che ho deciso di rallentare la mia vita, di ridurre le aritmie del mio povero cuore malandato mi accorgo di avere anche meno voglia di fermarmi a scrivere. Purtroppo quello che è successo continua a seguirmi a pochi passi di distanza, presenza tanto invisibile quanto ingombrante. A volte provo il desiderio forte di parlarne ancora, di sfogarmi, di urlare tutta la rabbia e la tristezza che ho dentro ma mi accorgo che non farlo non avrebbe senso... sono storie passate, già vissute, parole già dette, lacrime già versate.

Ho voglia di guardare avanti anche se con la vista offuscata diventa tutto più difficile. Cerco di non soffermarmi sui tanti pensieri che mi impediscono di tornare a camminare a testa alta. Lei è sempre qui, dentro me, intorno a me.

Ora devo andare, ho giusto il tempo di mettere in valigia le ultime cose, stacco la spina per un paio di giorni... più facile a dirsi che a farsi. Ancora alla ricerca della serenità, aspetto di incontrare di nuovo una persona che faccia sparire con un semplice sorriso tutto il resto.

A presto...

venerdì 1 febbraio 2008

Maybe... one day...

Perché non riesco a sputare fuori il veleno?
La rabbia, l'angoscia, l'ansia.
Può la volontà imbrigliare un cuore recalcitrante?
Amore e poi odio e ancora amore.
Perché ogni volta che ho di fronte lei sono così irrazionale?
...perché...

martedì 18 dicembre 2007

Inverno

Ogni volta che c'è un'incontro è destino che si presto o tardi arrivi il momento del distacco. E a me pesa.

Sono irrazionale ma anche un arrivederci prolungato causa festività natalizie ha per me il sapore di fiele dell'addio.

Eccolo... sento tornare un senso di malinconia che avevo accantonato da un po' di tempo e contro cui sono stanco di combattere. Lascerò che le sensazioni trovino da sole la strada per uscire, senza più celarle dietro un'indifferenza così contraffatta che nessun ambulante riuscirebbe a venderla, senza spingerle fuori con rabbia cercando di spostare il raggio gravitazionale dei pensieri. Ormai sono mature abbastanza per fare tutto da sole.

Per canto mio resterò a guardare, mentre fuori piove e sembra che le strade nude piangano di solitudine, afflitte dal silenzio. Guarderò partire le parti più sensibili del mio cuore, quelle che hanno fatto da argine alle onde più impetuose senza mai lamentarsi, continuando a fare il proprio sporco mestiere.

Spero che chi si sta allontando senta quanta parte di me trascina con sè, che intuisca il peso che comportano certe costrizioni, anche se sono inevitabili, anche se sono giuste. Cerco solo scuse... come sempre, tutta colpa di questa dannata malinconia!

Immagino il giorno in cui tutto questo sarà passato e... e no, mi dispiace infinitamente ma il resto di questa storia è mio.

lunedì 3 dicembre 2007

Ritratto di uno sconosciuto

Cursore che lampeggia sullo schermo in attesa che il movimento febbrile di dita generi parole inascoltate e inascoltabili. Pagina bianca che illumina una stanza immersa nel buio. Trova conforto nella scrittura, rumore familiare di dita che corrono veloci sui tasti, monotonia musicale. Scrive perchè non ha molto altro da fare, questo almeno è quello che racconta agli altri... è un hobby, un piacevole diversivo, un modo per combattere una noia profonda.

In realtà quello che non dice quasi a nessuno è che il suo rapporto con le parole è molto più profondo. Intenso, appassionato, quasi fossero una, cento, mille donne che si contendono il suo amore. La sua mente le accarezza, le sfiora, le culla, le sceglie con cura maniacale per formare frasi, e periodi, e storie. Le ama solo per poi scoprire di odiarle ogni volta che vengono fuori di getto rompendo i filtri che ha sempre costruito tra sè e il mondo, quando rivelano ciò che è davvero, quando senza pudore mostrano -chiara come lenzuola stese ad asciugare nel sole di agosto- la sua anima. Le odia quando si nascondono, timide, spaventate dalle implicazioni nascoste tra significati e significanti.

Una penna e un foglio lo trasformano in un Don Chisciotte senza più illusioni, lancia e scudo di un cavaliere appartenuto a un mondo cancellato dal tempo, tanto legato ai suoi sogni quanto incapace di continuare a crederli realizzabili. Ha combattuto le sue battaglie, sfidato mulini, solo per scoprire che lottare contro il vento non ha senso, meglio lasciare che ti accarezzi il viso, che porti via sulle sue ali leggere le urla di rabbia e con esse il dolore. Meglio ascoltare il buon Sancho, delle volte dà l'impressione di essere un sempliciotto ma a pensarci chissà, in quel suo modo di fare scherzoso erano nascoste così tante verità.

Oggi però non ha niente di cui parlare, sta attraversando una fase in cui stanchezza e sconforto hanno sconfitto la volontà. Così ogni pagina diventa il suo strumento per fissare ricordi, emozioni, come quella volta che... o quell'altra quando disse... niente di nuovo insomma; è convinto che non è tempo di iniziare qualcosa di nuovo, sente di non essere abbastanza affidabile e qualunque cosa nascesse sotto queste premesse che futuro potrebbe mai avere?

Vorrebbe che il passato fosse passato, vorrebbe dimenticare, tornare a non sognare più; sa che sono solo sogni ma è un pensiero che non gli è di molto conforto tutte le mattine in cui si sveglia con la sensazione di aver perso di nuovo ciò che di più importante aveva... e vi posso assicurare che per lui non deve essere facile: provate solo a immaginare un continuo ritrovarsi nelle morbide tinte di un sogno che profuma di verità, solo per poi aprire gli occhi e scoprire che tutto è come prima, niente è uguale a prima... mentre chiudete gli occhi con forza, a un passo dalle lacrime, sperando di poter riportare indietro qualche frammento di quelle immagini evanescenti.

Ha il petto gonfio di desideri, ambizioni, speranze, scrivendone allenta la tensione provocata dalla loro morsa, nel tentativo di prolungare una fanciullesca spensieratezza al di là  delle costrizioni anagrafiche. Di tante cose ha scritto mostrandole orgogliose al mondo in cerca di un consenso. Alcune cose però le ha tenute per sè, le ha accartocciate, spiegazzate, le ha riposte in un angolo a cui è negato l'accesso a chiunque, troppo orgoglioso per mostrare quanto è profonda la sua insicurezza, ancora troppo debole per tornare ad offire il proprio cuore al pubblico ludribio.

Così scrive, ed ogni volta che lo fa il tempo si dilata e lui si sente libero. Di esprimere, di creare -demiurgo della parola- una nuova realtà, o semplicemente un'altra realtà.  Non finzione, non invenzione, non sofistica ricerca dei giardini dell'Eden, solo la propria realtà, in cui se hai fiducia, se ci credi, non è mai troppo tardi perchè le cose cambino.

"Uno scrittore è così" mi ripete spesso, anche se so per certo che non conosce un gran numero di veri scrittori; dunque forse sarebbe meglio dire che lui è così, non può fare a meno di guardare alla vita come se fosse un romanzo. Chissà, domani potrebbe voltare pagina e scoprire che la trama prenderà una piega inaspettata, del resto non è forse la vita la più fantasiosa delle sceneggiatrici?

Adesso non se la sente di pensarci, io che un po' lo conosco posso dire che si sta trascinando faticosamente lontano da qui, sta accettando una sconfitta compresa ma mai accettata anche se forse preferirebbe rimanere e combattere fino alla fine, invece è qui davanti a me che chiude gli occhi e desidera ardentemente che per pochi istanti ancora immagini del passato coprano il presente...

martedì 27 novembre 2007

Congiunzioni (astrali)

Quando credi di stare andando avanti e ti scopri a fare un passo indietro.
Quando sai che è tutto sbagliato e non hai i mezzi per cambiare le cose.
Quando ascolti il cuore, quando cedi a false lusinghe.
Quando non sei in grado di farti capire.
Quando hai voglia di odiare e non ci riesci.
Quando hai bisogno di avere qualcuno accanto.
Quando una carezza può cambiare una giornata.
...
Quando?

mercoledì 14 novembre 2007

Pride & Prejudice

Ci sono giorni in cui sento tutto il peso della mia inadeguatezza.

E' la vita, chi è più forte sopravvive, perché se riesci a camminare sulla testa degli altri è normale che respiri aria pulita. Io non lo so fare, non ho mai imparato. Mi piacerebbe fregarmene -così tante cose vorrei tirare fuori da me in questo momento, e farne un grosso mucchio e bruciarle- ma non ci riesco.
Mi sono stati insegnati il rispetto, la pazienza, la cortesia, la disponibilità. Ne ho fatto il mio modo di essere convinto com'ero che a fare del bene qualcosa di positivo indietro ti torna. Invece sempre più spesso penso che siano tutte illusioni, utopistiche proiezioni sul mondo che ho attorno -sulla gente che ho attorno- di quello che intorno vorrei avere.
E mi piacerebbe poter dire che ho imparato, che da adesso tutto sarà diverso... io sarò diverso... me ne fregherò di qualsiasi cosa -persona- non sia me o non sia a meno di 10 centimetri da me ma non è così, per cui non prenderò in giro nessuno affermando il contrario.
Sono stato accondiscendente, gentile perché non conosco altri modi d'essere e non me ne pento, continuo a illudermi che sia il modo giusto di vivere e chissà che non riesca a insegnarlo anche a chi mi circonda.
Ma -c'è sempre un ma... o anche più di uno nel mio caso- ho incassato parecchi colpi negli ultimi tempi ed ho pazienza e nervi tanto tesi da avere iniziato a sfibrarsi a poco a poco. A lungo andare finiranno per spezzarsi, questo il motivo che mi spinge a chiedere anticipatamente scusa.
E' solo che la frase che ho sentito più spesso di recente è "è fatto/a così, non prendertela". No, non me la prendo, mando giù pensando che ho le mie responsabilità, e voglio dire una cosa sola che sembra sfugga con troppa facilità a troppe persone (me compreso)... sono fatto così anch'io, ho i miei difetti, tanti, le mie insicurezze, i mei sogni ,e ben nascosto, anche qualche pregio.

Ho la mia testa e non prendo le parole alla leggera.

lunedì 12 novembre 2007

Tutta questa paura, perché?

...parli ora o taccia per sempre...

Il silenzio dell'Assenza.

Chiamalo come vuoi, ma è quello che è.

Mi chiedo se sia veramente giusto così...

giovedì 8 novembre 2007

E' arrivato l'Inverno

Giusto un paio d'ore fa guardavo fuori dalla finestra chiedendomi i motivi per cui mi sento così dannatamente malinconico.
Guardavo il cielo coperto, denso di nubi, minaccioso, quasi volesse richiudersi su sè stesso. E' una stupidaggine eppure sembra che il caldo e il freddo e il vento e la pioggia seguano l'andamento del mio umore.

Coincidenze. A guardare il mondo con gli occhi del caso il senso di ogni sforzo sfuma in inutili affanni; puoi costruire una vita intera con qualcuno e -per caso- scoprire che a quel qualcuno una vita con te non bastava e ha deciso di viverne una parallela con qualcun altro, oppure puoi affannarti alla ricerca di lei che non sai neppure se esiste, incontrarla -per caso- e ringraziare il fato... e maledirlo poco dopo perché hai scoperto che avete tempi diversi e che probabilmente sarà così sempre.

Ieri ho sentito una strana sensazione nascere in me: tutto è iniziato nel punto più profondo, il più oscuro -misterioso- lì dove nascono rabbia e amore e odio e delusione. Ero in collera per motivi così stupidi che non vale la pena ricordarli e avevo bisogno di mettere in chiaro alcune questioni. In casi come questi la pazienza non è tra le mie virtù e nell'impeto del momento ho parlato. Non so se tutto quello che ho detto è stato comprensibile e compreso, so solo che più andavo avanti più mi sentivo strano e ascoltere alcune frasi -vedere alcuni atteggiamenti- mi ha dato la piccola spinta che serviva per farmi perdere l'equilibrio.

Ho sentito un peso immenso addosso, ed era il peso delle parole che ho detto, di quelle che mi sono tenuto dentro, il peso di ogni singolo gesto, della leggerezza con cui ho affrontato questioni delicate, il peso dell'incoscienza con cui mi sono lanciato in situazioni più grandi di me, il peso degli atteggiamenti sbagliati nei confronti delle persone sbagliate, il peso dei ricordi e del desiderio che tutto andasse in maniera diversa, il peso delle lacrime e del dolore che esse rappresentano.

Ora mi sento stanco di combattere, svuotato di ogni volontà... fuori il cielo si colora di rosso come le guance di una timida amante, l'aria si sta calmando. Succederà lo stesso anche a me, quando avrò la forza -la voglia- di affrontare davvero i miei demoni.